Vintage passion..

Dimenticavo una mia passione..diciamo che amo le cose con uno stile decisamente vintage..musica, oggetti e persone…non nel senso che mi piacciono le donne anziane…finchè è qualche anno vanno anche bene..ma se hanno 40 anni già direi che sono fuori limite per il sottoscritto..insomma..mi sono incartato..vado avanti con il discorso ora…fino ad ora ho veramente pochi oggetti di fattura un po’ vecchiotta…
ho comprato ad esempio una bicicletta stile Graziella (mitica) della Legnano…sarà più o meno degli anni 70..oltretutto è abbastanza raccapricciante vedermici sopra…sono alto quasi 2m…lascio a voi il pensiero…tralasciamo…tutte le “cose” che riguardano gli anni che non abbiamo vissuto, hanno un sapore particolare..tante volte mi ritrovo a interrogarmi su chi le avrà possedute prima di me…cosa ci avrà fatto…come viveva..quale sarà stata la sua storia…poi la musica ogni volta mi fa fare un viaggio nei racconti di mia nonna o mia mamma..balere…sguardi timidi…sorrisi appena abbozzati…oggi come oggi le discoteche (come il mondo in generale) da molti vengono prese come un mercato…si va in giro…si guardano le bancarelle/ragazze…se piace qualcuna ci si avvicina..si fa il cretino per 20 minuti eccecc…meno male che, qualche ragazza ancora con un po’ di sale in zucca c’è…e secondo me anche di ragazzi…
Colgo l’occasione per chiarire un punto a me caro.
Ne ho piene le tasche dei discorsi delle persone anziane o più grandi che non fanno altro che criticare le generazioni venute dopo la loro…perchè?non è affatto vero che non ci sono ragazzi che fanno più i sacrifici come una volta…non è affatto vero che non ci sono più ragazzi educati o che hanno difficoltà ..
Una volta se lavoravi tanto e facevi esperienza prima o poi arrivavi ad essere qualcuno nella ditta dove lavoravi…avevi il posto assicurato e, se volevi, anche una carriera…oggi?è già tanto se ti fanno un contratto a tempo determinato di più di 2 anni…e le carriere?uno come fa oggi come oggi a fare carriera?o sei un genio..oppure se hai tanta voglia di lavorare rimani li dove sei..inchiodato..inerme..stop…quindi chi ha più difficoltà?chi dovrebbe essere più rispettato?le difficoltà che ci sono state prima, durante e dopo la guerra nessuno le sminuisce…mi pare comunque un po’ ridicolo che nel 2007 con il mondo che c’è in giro, si continuino a dire quelle cazzate…solo per far vedere che loro hanno fatto qualcosa nella vita…beh..ufficialmente dico a tutte quelle persone: COMPLIMENTI..BRAVI..ORA PERO’ BASTA!
scusate mi sono fatto prendere dal discorso..dicevamo?torno su a vedere un mument…
ok..Vespa, 500 e tutti gli altri simboli di quell’epoca….sono troppo affascinanti per non innamorarsene..infatti ultimamente si è creato un vero e proprio movimento culturale che va a scovare tutti cimeli di quegli straordinari anni…
Fumetti, moto, auto, libri d’epoca prendono sempre più valore perchè diventano veramente pezzi unici da arredamento e design..
E poi è proprio il valore sentimentale che ti danno..a prendere una cosa moderna sai già di certo che è stata confezionata da una macchina..tristezza…freddo freddo..totalmente diverso da avere una qualsiasi cosa fatta a mano…qualcosa che mani sapienti hanno forgiato dal nulla..che hanno visto gioie e dolori durante la lavorazione delle materie prime, di chi le stava creando..insomma..credo che ogni oggetto fatto in questo modo si porti dietro un bagaglio di romanticismo ineguagliabile e unico…come la o le persone che l’hanno posseduto..

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2 pensieri su “Vintage passion..

  1. Mi trovi perfettamente daccordo con te…
    Quando imparai a suonare decentemente la chitarra classica, un giorno i miei genitori mi fecero trovare adagiata sul letto una nuova chitarra. Lei mi guardava, un po’ timida, impaurita e spaesata…poi capii perchè. Accanto a lei c’era una lettera, la seconda persona che aveva suonato le sue corde scriveva alla terza persona che l’avrebbe abbracciata narrandole la storia di quello strumento. Io fui la quarta persona a possederla e sono convinta che un giorno la passerò ad una quinta persona e così via, perchè questo probabilmente è il suo destino.
    Nel 1984 un liutaio le diede vita a Parigi e da lì cominciò il suo viaggio. Ogni volta che la prendo in mano l’odore del legno e della colla che l’anno creata, l’odore delle case e dei paesi in cui è passata, l’odore dell’amore e della passione che quel liutaio le donò creandola, la rendono magicamente unica.

    Laura

    Laura

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