Ritratto del mio mondo..

Gli scaffaletti mobili che uso per appoggiare le miriadi di riviste, quotidiani, libri e dvd che ho in questo minimarket chiamato edicola, mi rubano metà della vista che avrei da guardare…meglio così…dopotutto un viottolo in cui vanno i ragazzini a farsi una canna e un negozio di mobili e sedie non entusiasmante (e si che Herman Miller è uno dei designer americani più importanti!!) non è una vista…è un qualcosa..punto..
una donna di circa settantanni passa correndo..fa jogging tutte le mattine e viene a prendere il giornale bianca e rossa dalla fatica e dal freddo..si ferma, compra e corre via…dopotutto qui sembra di essere in un ansa di un torrente in tumulto..un ansa tranquilla e serena in cui tutti possono trovare riparo dalla corrente..molti si fermano anche solo per assaporare un po’ di più il valore del tempo e poi si rituffano..era il mio obiettivo..creare un oasi microscopica in questo mondo vorace che è ormai diventata la città…questo è il mio mondo…è la mia realtà…i paletti stanno come al solito a fare da guardia contro orde di macchine che, altrimenti, parcheggerebbero anche sui miei giornali..una macchina passa facendo rumore..troppo rumore..basta rumori non se ne può più..voglio sentire il silenzio..avete mai provato?quel fruscio che a volte mi provoca anche ansia ma che tante volte è stato l’amico insostituibile a cui ho confessato paure, progetti, amori e convinzioni incoffesabili…
dopotutto chi ti ascolta con così tanta attenzione?il silenzio parla ogni volta che stai zitto e ti ascolta quando tu parli..senza interromperti..
vado avanti..prima è il mio cervello a buttar giù questi maledetti palazzi alla ricerca di una libertà che è da sempre in sala d’attesa..quella libertà che solo un’altra parte di me può farmi provare…ci prova il cuore..è lui la mia salvezza..si sbriciola tutto e finalmente mi trovo in mezzo a una distesa verde sconfinata…fiori ovunque, bambini che corrono felici al fianco di cuccioli degli animali più disparati che saltellano felici…ragazze e ragazzi che siedono intorno agli anziani e li ascoltano rapiti dalle loro esperienze..anziani che guardano i giovani con ammirazione smisurata e un elemento comune a tutti..il sorriso…mi siedo e sorrido anch’io, sorseggiando quel caffè americano che per troppe volte ho odiato e che ora sembra la bevanda più buona del mondo..una brioche fumante mi aspetta distesa sul suo rettangolino di carta, come se fosse una bellissima ragazza sdraiata mollemente su un letto a dormire…no non sono passato dal viottolo qui davanti stamattina..oltretutto all’ora in cui passo io, i ragazzi e i loro “additivi” sono a casa…sento solamente dentro di me, galoppare un sentimento di felicità dirompente..di quella che poche volte nella vita ho sentito..voglio vivere così..ormai so dov’è la chiave per la porta del paradiso che ho descritto sopra…

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