L’incoscienza dell’ignorante..


Mi piace ultimamente, sorprendermi nella scelta di un testo da leggere.
Troppe volte ho sentito persone che magari in buona fede, dicevano “No non leggere quel libro perchè tu non hai le basi…”..ma perchè?
Perchè se io voglio leggere un grande classico come “La divina commedia” o “I promessi sposi” o “La locandiera”, devo per forza aver studiato vita, opere e pensiero dell’autore?
Certo..in quel modo potrei immergermi totalmente nell’atmosfera del libro e nei possibili significati che l’autore voleva dare alle sue parole…ma magari ce la posso fare anche senza…no?
Beh io ho provato…si insomma..nei momenti liberi da impegni di ogni sorta, ho letto “Aspettando Godot” di Samuel Becket..sempre sentito nominare, mi incuriosiva moltissimo…
Partendo dal presupposto che chi si avvicina alla lettura di un testo di questo tipo dev’essere comunque preparato ad affrontare in primis un modo di pensare ed esprimersi che fa parte del passato..molti passaggi, che oggi come oggi sono magari reputati pesanti o senza senso, nel contesto dell’epoca (queste sono tutte mie opinioni) erano opere d’arte letteraria..che poi…”erano”..direi proprio che sono opere d’arte letteraria…basta impegnarsi a capire…
Aspettando Godot è la più interessante tragicommedia della storia…tralasciando l’ironia che costella tutto il testo, quello che mi ha davvero affascinato è stata la capacità di Becket di raccontare un attesa nella quale succede davvero pochissimo.
La trama è molto semplice…2 uomini poveri e stracciati aspettano sul ciglio di una strada un uomo di nome Godot che gli ha dato un appuntamento.
Non è chiaro ne l’ora ne il luogo..i 2 poveri sono convinti tuttavia, che quando arriverà li ospiterà a casa sua e darà loro da mangiare e dormire.
Ho avvertito fin dall’inizio un filo di misticismo in tutto il testo. Leggendo poi alcune critiche ho notato che molti intellettuali del tempo, hanno interpretato la storia come se i poveri aspettassero Dio (Godot), portatore di luce e fede.
La mia analisi è molto semplice..non esiste analisi…o meglio…la forza di aspettando Godot è semplicemente questa totale “astrazione” di se..non esiste una interpretazione unica…si può adattare a miriadi di situazioni e argomenti.
Amore, Amicizia, Fame, Soldi…tutti i bisogni o desideri primari di un uomo possono essere impersonificati da Godot.
Il fatto che Godot non arrivi mai è però una visione pessimistica con la quale Becket vuole porsi sull’altra sponda del clima di euforia e rinascita post-II Guerra mondiale.
Spero di non aver detto vaccate…ora scappo in edicola…Au revoir!

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