Uè..

E’ veramente incredibile vedere come, per persone che ti reputano altamente antipatico, puoi diventare simpatico nel giro di pochissimo tempo.

Tipico milanesone. Sessantina d’anni, soprabito grigio impeccabile, giacca e cravatta e quel magnifico borsalino calcato perennemente in testa.
Uno di quei “vecchietti” che vedi sempre vestito in quello stile e quando si mettono anche solo una camicia a mezze maniche diventano un po’…”strani”
Io divento strano al contrario (se mi metto un abito elegante…!)..eh eh…
Ho iniziato a lavorare qui 2 anni e mezzo fa circa e lui passava sempre davanti comprava il giornale e andava via. Ogni giorno.
Entrata ad andatura lenta con le scarpe a tacco duro che ticchettavano sulle mattonelle, sguardo severo sempre puntato verso di me, un semplice verso usciva dalla bocca quando arrivava ad appoggiare la monetina sul piatto “Uè”..detto alla milanese…se fossi meno imbranato con i programmi di creazione file audio vi farei l’imitazione..mi viene abbastanza bene..continuo…
Sempre ogni giorno stessa scena…passa al mattino…Gazzetta dello sport…due ore dopo altro passaggio…Libero per il vicino…e via…senza dire una parola…2 anni ci sono voluti…qualche mese fa entra in edicola. Era un di quei rari momenti in cui ero fuori a legare una cassa di riviste che l’indomani sarebbero state ritirate entrando nel lento andirivieni tipico di una edicola in attività…
“Uè giurnaleé..” sento dal banco…
Entro un po’ trafelato nel mio piccolo guscio e lo guardo un pò affannato…
Da quello sguardo e dalla richiesta che mi fece poi capii che era un umano anche lui e non solo una scorza d’uomo modellata dalle esperienze di una vita di sacrifici.
“Te ghè minga el liber dei Paperi gratis che l’è venì feura insema al Corriere?!a l’è per el me neùt” (traduzione: ti è mica rimasto un libro gratis di paperino uscito con il Corriere della sera..è per il mio nipotino…”
Da quel momento (naturalmente glielo diedi gratis) basta…sono diventato un punto di riferimento per lui…a ogni persona che incontra, decanta le lodi del “bagai dell’edicola” come mi chiama lui…
Sono belle soddisfazioni…il libro è solo un’episodio perchè poi ci sono stati altre mille altre occasioni di capire come eravamo fatti e imparare a rispettarci…
Questo per dire cosa Davide? Beh..tante volte si giudicano le persone dall’aspetto fisico o da comportamenti dettati da situazioni sfavorevoli…se si imparasse ad andare un po’ più in profondità però, si imparerebbe ad apprezzare anche il più piccolo miracolo che una persona rappresenta, essendo se stessa…

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