Chiedi chi erano i Queen..


Un pomeriggio inutile si presenta davanti a me..un breve inchino ed entra a far parte della mia vita..ho il vizio maniacale di far andare su e giù il piede talmente tanto che prima o poi mi si staccherà, lo so…quando ne parlo quello scemo smette la sua danza, ma appena ricomincio a scrivere, ricomincia pure lui…
sono sempre stato iper-attivo…a scuola per via delle mie dimensioni non proprio “nella norma”, appena mi muovevo la forza di gravità attraeva a terra qualsiasi cosa sfiorassi…persone e cose…dura la vita dei bambini grossi…
Dura anche quando per fare il pirla ci si rompe un incisivo e ci si devia il setto nasale su un gradino della scalinata della scuola…tutto per rincorrere un mio compagno di classe…
Ero proprio instancabile…pieno di energie da buttare ovunque…a volte ancora oggi all’alba dei 25 anni, sento ancora quella sensazione…quella grazie alla quale correvo per 4 ore di fila in giardino, dietro un pallone in quegli interminabili pomeriggi estivi…odore di erba, l’albero di noci, le betulle da usare come pali e il muretto per le mitiche partite a “11”…mai stato un fenomeno a calcio, però mi impegnavo…è forse una mia dote..nelle cose in cui mi diverto, do l’anima..ma tutto tutto…non lascio indietro nemmeno una goccia di impegno e dedizione…
E poi c’era il momento della merenda…ghiacciolo, cucciolone, mottarello o calippo che fosse, era sempre stupendo…si faceva la conta..ognuno tirava fuori il soldino opportunamente sgraffignato in casa qualche ora prima e lo consegnava al malcapitato che doveva fare il fattorino per tutti…
si viveva la vita da bambini senza fretta…c’erano già i tamarretti a 9 anni, vestiti come i vari Costantini, ma venivano presi in giro da tutti..la normalità era essere bambini e non “piccoli uomini”…
c’erano le prime cottarelle e non le rincorse a “farsi quella”…c’era la voglia di giocare con altri e non rimanere davanti a uno schermo per far giocare 11 calciatori su un campo virtuale e gestendone la forma…
al sabato passo per piazza XXV aprile intorno alle 15 per ritornare in edicola..proprio sotto al teatro smeraldo hanno aperto una splendida (è ironico) discoteca…lo Shokin…non so nemmeno se si scrive così…morale…provate a passare a quell’ora del sabato e poi mi saprete dire…ragazzini che non arrivano a 10 anni vestiti tutti allo stesso modo che aspettano di entrare…
Ray ban a specchio, jeans perennemente raso uccello e patonza (scusate la volgarità ma rimango allibito ogni volta che li vedo) e super piumini con simil-pelo di licaone come guarnizione…cappellini iper tarocchi “Emporio Ormoni” campeggiano fieri su teste che non hanno proprio nessuna caratteristica naturale di un cranio..ad esempio non contengono nulla, a quanto sembra…
In questo comunque, non c’entrano tanto questi poveri ragazzini bombardati da una televisione che offre davvero pochissimo di accettabile…la colpa è di tutti quegli adulti che si lamentano della gioventù e che guarda caso sono genitori di individui di quella età…ci avete mai fatto caso?oggi come oggi va di moda la mamma fashion e il papà con il Razor perchè se non hai il Razor ultimo modello nero non sei un manager…non sei un VIPSSS……magliettine aderenti sempre con il marchietto Armani bene in vista, pantaloni con pacco astronomicamente finto (il cotone idrofilo nelle mutande si usava negli anni 80..è ora di andare oltre no?)…
Si sta troppo attenti ai dettagli della persona in se, ma non si da peso al fatto che un figlio è un essere umano e come tale ha bisogno di crescere sano…di fisico e di testa…soprattutto di testa…
Non posso sopportare di sentire, passando vicino alla scuola, una ragazzina di 13 anni che ridacchiando con le sue amiche afferma “…ma cosa pensava che non fossi in grado di fargli un pompino??…”…O ragass..diamoci tutti una calmata perchè tra 20 anni quella stessa ragazza magari sarà “Ministro per le pari opportunità” o Manager in una grossa multinazionale. Qui bisogna darsi tutti una regolata perchè un limite al mondo c’è…non c’è limite per la forza di un idea rivoluzionaria, o per la voglia di libertà o per una lotta che hanno portato avanti a loro tempo i nostri nonni e i nostri padri…ma oggi come oggi che ideali ci sono?
Forse gli ideali e i pensieri da vecchio che ho fatto in questo post, provengono proprio da quel bambino che correva dietro a un pallone, pieno di speranze e felicità…mi dispiace…ma non cambio la mia infanzia con quella di nessun’altro..in quegli anni solo a parlare di “pisellino” si arrossiva e le bambine se si parlava di “pompino” pensavano a una piccola pompa per gonfiare i palloncini..ed era solo 15 anni fa…

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5 pensieri su “Chiedi chi erano i Queen..

  1. mi è piaciuto il tuo post. perchè anch’io giocavo a calcio e mi sfinivo di corse in cortile incurante del fatto di essere [mio dio] una bambina. a volte il presente mi sembra un pò… inquietante. forse a volte sarebbe meglio fare un passo indietro piuttosto che andare ciacamente avanti. 🙂
    buona giornata

  2. parli con uno che cerca sempre di vedere il mondo con occhi il più possibile da “bambino”…mi piace lasciare che le parole escano libere senza troppe tattiche o preconcetti…i bambini parlano con il cuore dopotutto non con la ragione..cosa c’è di più bello?

  3. Con tutta probabilità io faccio parte di quell’ultima generazione capace di rincorrere un pallone in un cortile e fare a gara a chi ha più sbucciature sulle ginocchia inzuppate di mercurocromo…
    Di ginocchia “insanguinate” da quel liquido rosso che ti faceva crescere croste che sembravano carta vetrata, non ne vedo più in giro, ma la mia speranza è che le nostre generazioni, le ultime che hanno rincorso un pallone sapranno crescere figli che hanno ancora voglia di sbucciarsi le ginocchia e non di assomigliare a divi della tv, anche se la società che ci circonda ci è antagonista…
    E’ un bellissimo post questo…

  4. sto per dire una cosa schifosa, passatemela: che bello era staccarsi le croste piano piano?! e la mamma !lasciati stare!”. hihi 🙂
    che schifo 😉

  5. Le mie ginocchia sembrano un campo di battaglia…sbucciature per imparare ad andare in bicicletta, sbucciature per entrare in scivolata come Franco Baresi sui malcapitati avversari…quanti sogni in quei pomeriggi bagnati dal sole…Mi ricordo che i miti erano Baggio e Zola…ci si metteva a lato della palla e si cercava di imitare le loro punizioni da fuori area con pessimi risultati…ma si sognava…si sognava l’urlo dei tifosi e la sensazione che si provava a esultare dopo aver fatto goal…e poi le bambine guardavano noi maschietti dalle panchine..quindi si correva di più…mi ricordo come se fosse 1 minuto fa, che uscivo di casa alle 3 del pomeriggio pulito e rientravo verde e marrone dalla testa ai piedi, intorno all’ora di cena…mia mamma mi accoglieva con le pinze, mi trasferiva in doccia e via con la pulitura accurata…quando si finiva la doccia ero sempre talmente distrutto che, a tavola, la testa ciondolava…

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