Exit

Ricordi d’infanzia..un viaggio tenero, dolce, a volte doloroso fino alle lacrime che a loro volte diventano di gioia quando c’è un ricordo felice..insomma..sensazioni, sapori e odori di una vita fa, si sono alternati nella mia testa questa mattina…sono uscito dalla vita di tutti i giorni…dalla porta di quella vita che sto vivendo con gioia e passione…e allora mi sono ritrovato, chiudendo gli occhi per un sonnellino, a rivedere, come davanti a un lettore dvd, la mia vita e le sue fasi più emozionanti…niente di che..son piccole cose come al solito che valgono però tanto perchè identificano un periodo spensierato piuttosto che un’avventura finita bene o altro…1° giorno di tutto…qualsiasi cosa iniziassi era un emozione unica…tutto perchè c’era quell’adrenalina di mettersi alla prova…davanti a tutti far vedere di essere ignoranti e dover imparare…dover conoscere gente nuova che sarebbe diventata, da li a breve, la più importante per quel “viaggio” (anche brevissimo).
e allora via con il repertorio, da quel maledettissimo primo giorno di scuola rosso paonazzo come la mia faccia quando ho dovuto dire come mi chiamavo, al primo contatto con il basket con due ore di palleggi in fila indiana per due ore di fila decidendo che non era lo sport per me.
Arrivare alla prima volta che guidai una macchina non capendo come diavolo si usasse quella maledetta frizione e continuare per la prima volta che sono uscito alla sera con una ragazza….tutta sera in giardino a parlare, riaccompagnarla a casa e poi il bacio…il primo bacio…io..imbranato cronico con le donne che avevo avuto, grazie a chissà chi, la possibilità di baciarne una…una donna…quell’essere perfetto che è stato creato per essere perennemente un passo avanti a noi umili maschietti incapaci per la buona parte a ragionare, se non con ciò che possediamo in mezzo alle gambe…
E poi tutto il periodo dell’adolescienza….turbato, sofferto, incazzoso, assolutamente senza senso nel suo preciso passaggio…un passaggio che hanno tutti…perchè nessun essere umano al mondo può dire di non essere passato per quella età in cui tutte le ragazze che ti passano davanti diventano un laboratorio viaggiante chiuso dentro a una bolla trasparente…è un po’ contorta come immagine..mi spiego…ogni ragazza che mi passava intorno, alimentava in me la curiosità per sapere cosa faceva, com’era la sua vita, come si truccava al mattino in quei gesti infantili da donna ormai matura di 13 anni o com’era in costume da bagno…guardare i filmini a luci rosse era una sfida più che una cosa veramente voluta…ogni cosa era leggera e mai da approfondire…acerbo e immaturo mucchietto di carne mi aggiravo come un micro zombie annoiato a scuola e veloce come una setta quando suonava la campanella…tutto per sentirlo…per sentire quel sapore di libertà che c’era nell’aria di primavera che c’era dietro a quelle finestre alonate di sporco dove ero rinchiuso per 6 ore della mia vita ogni santo giorno…non amavo andare a scuola..non ho mai amato il fatto di avere l’obbligo di sapere la lezione per un determinato giorno…odio la valutazione perchè non tiene mai conto dell’emotività dello studente, dei problemi che possono esserci dietro a un impreparazione e perchè alla fine divide in caste la classe..caste rigide..senza possibilità di salita ma con grosse possibilità di discesa…e allora in classe da me c’era il gruppeto di 3 o 4 persone che sapevi essere da 8 in su…poi c’era la decina di ragazzi che era media dal 6 al 7 ma mai di più e poi c’erano i somari perennemente dal 6 in giù…mai di più..a vederlo con il senno di poi avrei potuto (senza presunzione) essere davvero nel gruppo dei più maturi o dediti allo studio che dir si voglia…praticamente quelli che tutti chiamano secchioni e che a me paiono invece solamente meno scemi degli altri…quelli che hanno già dal periodo scolastico degli obiettivi, determinati come sono a raggiungerli a tutti i costi..beati loro..io allora non ero così avanti…anzi..ero indietro anni luce…ogni parola era buttata li a casaccio senza pensarci poi tanto…il tempo ha cambiato un po’ di cose…ha cambiato scenario….ha modellato i miei gusti, le mie passioni e i miei ideali…ha cambiato il mio modo di esprimermi…e ha cambiato anche il mio modo di pormi alla vita…insomma..tutto questo per dire che mai come in questo periodo, mi sto rendendo conto che la vita è come l’oceano e noi siamo come scogli che con l’andare del tempo vengono modellati dal vento e dalle maree…

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