Mani (la foto mi faceva ridere e l’ho messa in questo post…non potevo farne a meno..scusate..)

Mani..mani mangiucchiate, nervose, scavate, con la corazza, bianche, rosse, nere, gialle, sporche, calde e gelate, sudate o asciutte…insomma..mani..quelle mani che per la prima volta 25 anni e qualche mese fa, sfioravano paffutelle il seno di mia mamma che mi allattava o che hanno stretto per la prima volta il ditone di mio padre che mi pareva talmente grande…quelle stesse mani che hanno impastato la pappa schizzando mio fratello (schizzinoso fino alla morte) o che hanno stretto tra i polpastrelli quella maledetta penna, strumento per segnare solamente righette, prima tutte orizzontali e poi tutte verticali e poi ancora tutte oblique…il segno che la penna lasciava sulla punta dell’indice…a volte lo appoggiavo alla faccia per sentire l’effetto che faceva immaginare di essersene tagliato via un pezzetto…un pazzo già in quegli anni…manic he servono a stappare quei turaccioli che immancabilmente mio padre spezza e io devo estrarre dal collo delle bottiglie di vino…quelle mie mani che guardo dall’alto da una vita…che vedo schiacchiate sulla tastiera di un computer, da sempre troppo lente per carpire questi miei pensieri che escono alla velocità della luce…se ne colgo 5 o 6 è già tanto…ma i miei pensieri si accalcano all’uscita del cervello per essere liberi di volare…questo da quando sono piccolo…poi a volte tornano e si accalcano per rientrare..perchè tutto sommato la mia testa è casa loro…è dove sono stati custoditi, dove li ho fattti crescere e maturare smussando gli angolini più vivi del mio essere Davide….le mani hanno fatto parte della mia vita e la faranno nei prossimi (spero 2000) anni che mi mancano di vivere…ogni mattina quando le guardo mi viene un po’ di tristezza…a pensare che un giorno magari per gli sforzi che gli faccio fare oggi, saranno raggrinzite e malferme…ma ora…ora sono le tipiche mani da lavoratore..quelle belle mani che una volta vedevi solamente ai contadini…a loro bastava una giornata in mezzo alla terra in compagnia dell’amata vanga, per renderle carta vetra…a me basta una giornata di vento a piegare quotidiani, per farle diventare una lastra di pietra ruvida…le mani sono memoria e pensiero…una mano può raccontare una vita…può dare gioia e dolore…da una mano è uscita la Gioconda, Il bacio di Hayez o Guernica di Picasso.
Da una mano Jimi Hendrix ha tirato fuori la rivoluzione del rock e con una mano Freddy Mercury ha regalato a Wembley quella splendida immagine di lui che alzava la corona della regina davanti a migliaia di persone con il mantello d’ermellino.
E’ un periodo che sto curando particolarmente le mie mani..per anni le ho maltrattate ritenendole uniche degne di essere immolate alla mia iperattività perenne…ora calma…ora voglio curarle e fargli capire che senza di loro non sarei mai diventato quello che sono oggi..

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