La carrozzina sdrucita..

Ogni giorno intorno alle 13.30 percorro, per tornare in edicola, via Crispi.
Arrivato all’incrocio dove c’è la “Piccola scuola di circo” giro a sinistra e mi vado a infilare in quel dedalo di viette che è la zona di Corso Garibaldi, Moscova ecc ecc.
Proprio a quel semaforo sulla sinistra, si viene a formare uno spartitraffico con aiuola rasata nella quale ogni giorno avviene lo stesso spettacolo surreale.
Immaginatevi Milano. Le strade intasate, macchine una sopra l’altra che strombazzano nervose per le proprie arterie perennemente a rischio “aneurisma”.
Chiunque per percorrere anche solo poche centinaia di metri in questo delirio, arriva disfatto alla meta.
Lui no.
In questa aiuola baciata dal sole ha preso ormai abitudine di fermarsi un signore.
All’apparenza sulla sessantina, barba lunga incolta, capelli raccolti in un elastico e espressione impegnata dipinta sul volto.
Ogni giorno appena viene fuori un briciolo di sole arriva con una carrozzina tutta rattoppata al centro di questo prato e inizia la sua attività.
Inizia con il far scendere gli “abitanti” della carrozzina: 7/8 cani all’apparenza randagi nel giro di pochi secondi giocano felici in mezzo all’erba o si vanno a sedere nell’unico angolo d’ombra creato dal cartellone pubblicitario piantato poco più in là.
Lui li controlla tutti con calma, poi tira fuori dalla borsa che porta sempre a tracolla un sacchetto e uno per uno li passa in rassegna dandogli da mangiare qualcosa.
Poi inizia il giro.
Come un dottore che passa in rassegna i suoi pazienti per vederne i miglioramenti o se hanno bisogno di cure, uno per uno li chiama a sè e li controlla tutti, gli da una razione di coccole e una pulita. Alla buona eh…mica con acqua e sapone. Una passata con la spazzola e via ma la cosa straordinaria è l’amore con cui fa tutte queste operazioni.
Potrebbe passargli anche un carroarmato vicino che lui continuerebbe a curare le sue bestioline. Sta li più o meno un’ora perchè dopo tutto questo lavoro un po’ di meritato riposo all’ombra c’è anche per lui. Seduto con intorno tutti i suoi amici mangia per ultimo il rimanente e per finire butta le briciole agli uccellini e ai piccioni che ormai frequentano assiduamente quell’oasi di tranquillità al centro di uno dei punti più caotici della metropoli.
Dopo quell’ora, come un artista di strada che ha finito il suo spettacolo, richiama il suo branco che ordinatamente prende il suo posto nel passeggino e piano piano se ne va nella luce del primo pomeriggio.
La cosa più impressionante di questa persona, è che ha una dignità e una cura degli unici esseri che gli sono rimasti vicini, straordinaria per questi tempi aridi e senza sentimento.
Ogni giorno quando arrivo a quel semaforo e lo sguardo mi cade su quel prato, provo sempre un gran senso di riconoscenza…tutto per quel barbone dal cuore d’oro che ogni giorno butta un semino nel campo della sensibilità umana.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...