La mia scelta..

Eccoci qui..davanti all’ennesima scelta..sono passati solo 2 anni dall’ultima volta…milioni di italiani chiamati alle urne per scegliere il governo…questa volta è tutta un’altra cosa..qui ci si gioca tutto…la nostra storia, il nostro futuro, la credibilità a livello internazionale..insomma tutto quanto..
E’ chiaro per chi mi legge costantemente quale sia la mia scelta.
Non è immotivata ne affrettata.
La scelta di Walter Veltroni e, di conseguenza, del Partito Democratico nasce dalle mie radici e dai principi che regolano la mia vita.
Partiamo dal presupposto che a mio modo di vedere, l’Italia deve avere solamente due schieramenti politici. La frammentazione serve solamente a rendere la scelta più complessa e legata a sfumature e non porta beneficio alla democrazia.
E’ stata una campagna elettorale condotta in maniera completamente diversa dai due schieramenti principali.
Il primo a Matrix ieri sera, ha portato a termine la sua, al solito modo.
Tutto il repertorio è stato ripetuto come nel 2001 e nel 2006: e allora via a battute ironiche (alla domanda di Mentana “In caso di vittoria del centrosinistra chiamerà Veltroni per complimentarsi” lui ha risposto “Beh si..anzi sa cosa farò gli manderò un messaggino visto che io sono moderno”), sparate allucinanti e gravissime (“Mangano è un eroe”; ndr Mangano è un noto mafioso che ha fatto anche per stalliere al Cavaliere) e accuse infondate all’altra “fazione”, su fatti non supportati da prove (“Attenzione perchè la sinistra farà brogli in tutta Italia”; è di oggi la notizia che Dell’Utri, senatore PDL e amico intimo di Silvio, è accusato di brogli su schede bianche assegnate dalla ‘ndrangheta, per pilotare il voto degli italiani all’estero; la risposta di Dell’Utri è stata “So chi è..dopo che mi ha chiamato 2 o 3 volte, offrendomi “aiuto”, gli ho detto di sentire la nostra reponsabile per gli italiani all’estero;Barbara Contini).
Vecchio, basato su promesse irrealizzabili (l’ultima è l’abolizione del bollo auto, ma c’è stata anche quella che riguarda l’abrogazione dell’Ici e il “bonus” di un mese di tasse) e menzogne, il metodo Berlusconi è ormai conosciuto in tutto il mondo.
Prendete in mano “Internazionale” di questa settimana o “The Independent” che ieri titolava sopra una foto del Cavaliere “Oh no..ancora lui no”.
Insomma. Mentre tutti i sondaggi si affrettano a chiudere la pratica, con previsioni nettamente a favore del PDL, “l’uomo di Arcore” da un inizio campagna elettorale a suon di “Ormai è fatta..Avremo il 60% di preferenze”, negli ultimi giorni ha ridimensionato il tutto dichiarando “Magari sarà pareggio al senato e alla camera avremo la maggioranza”.
Veltroni, anche lui presente a Matrix ieri sera, ha dalla sua il fatto che non ha parlato ai media praticamente per tutta la durata della campagna elettorale, prediligendo il rapporto diretto con gli elettori.
Il “Giro d’Italia” terminato giovedì sera a Milano, ha fatto capire alla gente quanta novità è insita nel progetto dell’ex sindaco di Roma.
E non intendo novità di uomini, ma di idee. Gli uomini, come si ostinano a far notare i componenti del Partito della Libertà (condizionata a veder tutti i mezzi delinquenti che hanno nelle liste) sono sempre gli stessi. E’ la guida che è cambiata.
Veltroni è da sempre uomo di cultura e pacatezza dei toni straordinaria, pregio che Berlusconi non ha mai avuto ne avrà mai (v. ultimo comizio a Roma dove ha dato del “rompicoglioni” a un suo elettore o quando ha dato dei “Coglioni” al tutti quelli che nel 2006 hanno votato centro sinistra, me compreso).
Mi spiegate come potrei scegliere per il governo del mio paese un imprenditore ultra miliardario creato dal nulla (con una spintarella documentata, dell’allora governo Craxi), che non ha la serietà di risolvere il conflitto d’interessi esistente dalla sua discesa in politica, che scherza su problemi drammatici come la precarietà e il lavoro e che non avrà (se verrà eletto) praticamente nessuna donna nella sua squadra di governo?
Nella mia vita ho avuto sempre a che fare con la gente. Persone di tutti i tipi, di tutte le razze e di tutte le culture hanno attraversato il mio “percorso” segnandolo nelle idee cardine.
Non mi sento di voltare le spalle a tutto questo per seguire un ideale razzista come quello della Lega, fortemente ecclesiastico come quello di Casini o legato a ideologie fasciste (come Santanchè e Fini, l’allievo di Almirante).
Credo veramente che sia arrivato il momento di dare una spallata al sistema e darò la mia fiducia al Partito Democratico.
Ci sono venti di cambiamento in giro per l’Italia. Arrivano da un Sud per troppo tempo lasciato a se stesso o nelle mani delle organizzazioni malavitose e da un centro e un nord assediate da inquinamento e brutture di ogni tipo.
Una delle poche cose dette da tutti i componenti del PDL, con cui sono daccordo è il fatto che Veltroni è stato “romano a Roma, milanese a Milano, friulano in Friuli ecc ecc”.
Mettiamola così. E’ stato italiano in Italia. E’ un difetto?
Ragazzi crediamoci. Questa volta davvero “Si può fare”.

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2 pensieri su “La mia scelta..

  1. Si caro Daniele..ho capito perfettametne il tuo pensiero che era il mio fino a qualche mese fa.
    Poi ho iniziato a seguire la campagna elettorale e sono rimasto affascinato da Veltroni.
    Non è uno sbruffone, non spara promesse impossibili e non si pome, quando parla, un gradino sopra gli altri.
    Odio (e sottolineo odio) il modo di fare di Silvio Berlusconi perchè si mette al di sopra di tutti…ma chi si crederà di essere?dopotutto un giorno il mondo farà a meno anche di lui come di me e di te…mah

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