Ciao Anita…

Ho dovuto decantarla un attimo questa notizia e non l’ho ancora superata del tutto..penso che alla fine non sarà così semplice da saltare, cancellare o comunque penso che non sarà semplice farla diminuire di potenza…la scossa che mi ha dato è stata impressionante e ancora oggi solo al pensiero mi viene la pelle d’oca.
La mia professoressa di matematica delle medie è morta di tumore due anni fa. Lei si chiamava Anita ma per tutti era la “Prof. Frediani”.
Un attimo che apro la porta alla pelle d’oca così si sfoga liberamente sulla mia povera pelle martoriata.
Lei è stata la nostra prof. La prof di quella 3°C che ricorda molto un telefilm di quegli anni ma che alla fine non c’entrava proprio nulla. Quello che è successo in quella classe  è unico come tutte le avventure che hanno visto passare nelle verie generazioni, banchi, sedie e lavagne impolverate di gesso…anche quando il gesso era l’unica polvere bianca che, ingenuamente, conoscevamo.
Lei era la professoressa quindi. Dolce, sensibile, risoluta quando doveva rimproverarti e materna quando doveva spiegarti una cosa che proprio non ti entrava in testa.
Insomma di Anita ne esiste per davvero una al mondo. Non era la copia di nessuno. Unica e inimitabile con i suoi capelli rossi in testa e quel sorriso impagabile stampato in faccia.
Io ero seriamente innamorato di lei. Non era giovane quando mi piazzava sfilze di mediocre sui compiti in classe ma aveva una bellezza dentro che ricorderò per tutta la vita.
L’ho saputo pochi giorni fa. Questo periodo è strano (per me sono strani tutti i periodi…un po’ come Jane Doe e il suo blog, mi sembra di essere stato per anni in coma e di aver iniziato a vivere da 4 – 5 massimo!). Ho riattivato per caso il mio account facebook per vedere una foto di un mio amico che mi è venuto a trovare in edicola e da li sono stato contattato da tutti (o quasi) i miei ex compagni di classe delle medie e delle superiori.
Me l’ha detto Ale. Ale è stato il primo che ho incontrato dopo la riattivazione. Mi ha raccontato che ha incontrato la Prof. una volta per strada, quando già aveva perso i capelli per la chemio.
Parlando di come andava la vita, mi ha confessato di essersi accorto che, capendo l’impaccio di quel ragazzo che l’aveva sempre vista in piedi davanti alla cattedra, lei stava facendo forza a lui.
Anita cercava di far capire ad Ale che purtroppo era successo che lei avrebbe combattuto e magari avrebbe perso la battaglia. Ma non c’era da essere tristi perchè lei aveva vissuto felice e facendo quello che desiderava.
E’ buffo pensare a come mi sentivo 1 ora dopo aver saputo che non c’è più.
Ero incazzato con lei..anzi Anita…ti parlo direttamente tanto per me da qualche parte hai la possibilità di collegarti a Internet e leggermi. Avrei voluto starti vicino. Avrei voluto poterti incontrare e piangere la tua scomparsa. Avrei voluto festeggiare la tua morte. Si festeggiare. Perchè io sono convinto che tu davanti a quella porta nera, che un giorno di due anni fa si è dischiusa, sei arrivata sorridendo.
Sappi comunque che sei nei cuori di tutti noi.

      Vivi nel mio cuore come una fiammella accesa nel buio di un mondo
che ha perso molto con la tua scomparsa.

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5 pensieri su “Ciao Anita…

  1. forse lo dico solo perchè mi brucia ancora addosso questa giornata di settembre, ma io non credo che si muoia col sorriso. soprattutto se a portarti via è un malattia bastarda, che ti divora dentro e ti porta via la vita presto. troppo presto. e mentre guardi chi ami soffrire perchè tu soffri. e mentre sai che li stai abbandonando soli, alla vita. mentre te ne vai ed entri dentro quella porta di cui parli non sorridi.
    sai che ti dico Dado, appesa a questo strano filo che in questo momento di merda unisce i nostri i pensieri, che Anita forse non sorrideva, ma aveva il coltello tra i denti per vivere, vivere fino all’ultimo attimo e se possibile guadagnare un minuto ancora.
    credo mi capirai.

    ps. se vuoi fare un regalo ad Anita un sito ti permette di fare donazioni, anche piccole, in memoria di qualcuno, per la ricerca. sto coltello tra i denti mettiamocelo anche noi…

  2. forse hai ragione…però mi piaceva ricordarmela così…con quel sorriso sulle labbra…spero solamente che non abbia sofferto molto..

  3. il suo sorriso è un’eredità che ha lasciato a te che l’hai così amata. un’eredità da continuare a far vivere e tramandare a tua volta.

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