….Il treno delle coincidenze…

Che differenza fa guardare il mondo da sotto una banchina di un autobus mentre piove e guardarlo camminando in mezzo a una gente?
Questa.
Ci sono posti a questo mondo, dove tutto sembra più romantico.
Guardate le stazioni, le fermate degli autobus, delle metropolitane, gli aeroporti o i bordi delle strade.
Posti al primo sguarda assolutamente normali ma straordinari…perchè?
In quei posti sono state versate lacrime di gioia e di amore, urla lanciate sopra un rombo di un motore o uno sferragliare di rotaie, fazzoletti sventolati nell’aria che dopo un po’ vanno in fuga come bianche nuvole nel vento.
Lui era li.
Una piccola stazione di un piccolo paesino di mare.
Era andato li per incontrarsi e stare un po’ di tempo con Lei.
Con Lei si andava avanti così da un po’.
Era nato tutto casualmente, in un periodo sbagliato per tutti e due, ma miracolosamente erano ancora li.
In tanti casi l’amore, come il sentimento, è figlio della casualità, di un treno di avvenimenti che portano fino alla locomotiva trainante della felicità.
E così era stato per loro.
Lui presissimo dalla sua attività e lei alle prese con il limbo della fine dell’università / ingresso nel mondo del lavoro.
Uno scossone in un autobus affollatissimo della Metropoli, una risata complice guardando quel manager-pinguino cadere gambe all’aria e quella barbosa routine era diventata un’occasione di attesa lunga 23ore e 45 minuti…
15 minuti di viaggio su quell’autobus ogni giorno per qualche mese. All’inizio era solo un “Ciao” e alla fine era diventato un “Ti va un caffè?”
Disinteressato. Senza tattiche ne pensieri. Senza la voglia di creare niente. Solo per il piacere di stare con una persona autentica.
E tra una tazza di caffè a un giro al parco la domenica, era scattato il primo bacio senza che quasi se ne rendessero conto.
Lui si era avvicinato a Lei proprio nel momento in cui le punte degli alberi venivano incendiate dal rosso del sole al tramonto e, insieme, erano partiti per quel mondo fatato chiamato “tuffo al cuore”.
Il giorno dopo e quello dopo ancora e quello dopo ancora..fino ad oggi…
Mai nessuno dei due aveva parlato di fidanzamento ne di altro.
Di tutto ma mai di quello. Non ce n’era bisogno. Nessuno dei due, automaticamente, si era scordato della data del loro primo incontro. Lo stare bene insieme non ha bisogno di anniversari, Ogni giorno si mangia e si beve al banchetto della felicità di stare con l’altro/a.
Il loro contenitore di argomenti si riempiva improvvisamente quando vedevano l’altro arrivare dal vialetto, o uscire dal portone di casa e la scorta durava per ore e ore.
Preso da questi pensieri Lui non si era nemmeno accorto dell’arrivo del treno. Fece due passi verso la porta che, irrimediabilmente chiusa, stava già correndo verso la prossima fermata ma lasciò perdere subito.
Il treno dopo sarebbe arrivato in un quarto d’ora. Nessuna tragedia.
D’improvviso il suo telefono vibrò.
Il solito colpetto al cuore lo scosse, speranzoso che il messaggio fosse “suo”.
Infatti era Lei.
“Spiaggia 23. Ore 19”
All’inizio non capì.
Aveva lasciato Lei, presa nella scrittura del Curriculum Vitae da mandare a una ditta della zona.
Mah. Sinceramente l’aveva sorpreso.
Guardò l’ora e si accorse che erano già le 18.45. La spiaggia distava dalla stazione una ventina di minuti a piedi ma, con il suo passo, avrebbe dovuto farcela anche in meno tempo.
Poi aveva un incentivo in più per farcela. Lei.
Non poteva mancare.
Chiamò rapidamente al lavoro per avvisare che anche il giorno dopo non sarebbe stato presente e ricevette una risposta fredda dal capo.
Ora non gli interessava.
Con il biglietto ancora in mano, si voltò e andò quasi a sbattere contro una signora ingioiellata che lo guardò male.
Ora non gli interessava.
La scansò chiedendole scusa con un sorriso (lei pensò “non ci sono più i giovani di una volta…tsè..che scostumato”) e iniziò a correre.
La strada in quel momendo pareva tantissima, ogni metro un chilometro, passo dopo passo, ansimo dopo ansimo…
In 20 minuti e 30 secondi arrivò all’inizio della spiaggia indicata da lei. Ci aveva messo più del previsto perchè si era fermato per la strada a comprare una pianta di margherite che ora gli dondolava tra le mani.
Era tutto sudato e ansimante e La cercava ovunque arrivasse il suo sguardo.
All’improvviso la vide.
La luce del tramonto stagliava la sua figura sull’orizzonte rendendola incredibilmente bella. Era in piedi e sorrideva vicino a qualcosa che non riusciva a capire.
In quel momento gli balenarono alla mente le sue parole di un pomeriggio in riva al lago
“tutto quello che sogno è un tramonto di mare, un tavolo, due sedie e delle candele…una bottiglia di vino e qualcosa da mangiare…e la persona che amo naturalmente”…”non è poi pochissimo non ti pare?” aveva risposto lui .. “non sarà pochissimo ma penso che sia la cosa più bella del mondo”…
E ora era li. Aveva organizzato tutto quello per lui.
Aveva organizzato il suo sogno d’amore per lui.
Era Lui la persona che amava?!Era proprio lui.
Quel gesto significava 1000 cose diverse. Preso dall’entusiasmo quasi cadeva a gambe all’aria. Barcollò un momento ma cercò di non dare a vedere quello che stava provando. Camminava sulla sabbia per percorrere quei metri che lo separavano da Lei con il cuore in gola e con il sorriso ebete che lo contraddistingueva nei momenti emozionanti che viveva.
Quando le arrivò davanti l’unica cosa che le uscì fu “…io ho portato i fiori…se però me lo dicevi prima…”.
Porca vacca. La voce era rotta. Si capiva lontano un miglio che era completamente partito. Irrecuperabile. Ciao ciao. Buenas noches olè olè (spero si scriva così).
Si accorse che gli era servito allontanarsi un po’ da lei per vederne l’effettiva grandezza. Per rendersi conto dell’effettiva grandezza di quello che provava per lei.
Cresciuto nel tempo. Come della pasta di pane che piano piano lievita con il calore, aveva preso forma e consistenza senza fretta, cullato dolcemente dal passare delle ore insieme.
In quel momento stupendo, Lei gli prese dalle mani il vasetto di margherite (gli erano tanto simpatiche…), lo posò sulla tavola imbandita facendo attenzione a non bruciacchiarle con le fiammelle delle candele e lo guardò dritto negli occhi.
“Non hai portato solo le margherite credimi..” disse con un sorriso immenso “hai portato con te la persona che vorrei accanto da qui in avanti…e non voltarti a guardare se c’è qualcuno che ti ha seguito…sei tu”…
Il sole nel frattempo, impegnato com’era nell’immersione quotidiana che segna il momento del cambio con la luna, riflettè su quella scena una luce rossastra e un treno in corsa verso la Metropoli fischiò quasi a dire “sono felice che tu non sia diventato mio passeggero”.

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2 pensieri su “….Il treno delle coincidenze…

  1. .. OmiOmi Dado… Non me la conti giusta… C’è qualcosa (o qulacuna…) che non so?!?!? =P
    Complimenti per il post: da brividi!!!

  2. :D…almeno guarda!
    Il giorno che troverò una ragazza che farà anche la metà di quello che “Lei” ha fatto per “Lui” sarai la prima a saperlo…:)
    Grazie del complimento!

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