"…io nel pensier mi fingo…over per poco il cor non si spaura…"

Incredibile come alcune parole rimangano tra le pieghe del cervello per così tanto tempo.

Questa poesia è li nascosta da un’infinità eppure una volta ogni tanto le sue parole mi raggiungono…
Come in una lunga corsa a ostacoli, a volte le distanzio ma mi raggiungono sempre…inesorabilmente…
Mi capita spesso..magari sto camminando per la strada e mi vengono in mente parole di una canzone, o dei versi di poesie che ho letto e mi hanno colpito…così…senza un determinato motivo…o meglio…il motivo c’è sempre ma è dura capirlo…è dura, almeno per me, capire i salti che fa il mio cervello tra un pensiero e un altro…ve la riporto…

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella,
e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura.
E come il vento
odo stormir tra queste piante,
io quello
infinito silenzio a questa voce vo comparando:
e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei.
Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare

Giacomo Leopardi – L’Infinito

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4 pensieri su “"…io nel pensier mi fingo…over per poco il cor non si spaura…"

  1. Così siamo a Leopardi, L'Infinoto.
    Meno male! Giacomo, scusa se lo chiamo familiarmente, immagina al di là di ciò che vede, è un Leopardi non pessimista cosmico, ma si lascia andare ed immagina cosa c'è dietro, o se preferisci al di là, di quel che vede, forse quando si riferisce alle stagioni che mutano, anche il futuro di quella "zona d'ombra" e questo non può che da una parte spaventarsi di sé, dall'altra rasserenarsi e godere la quiete di questa tua immaginazione.
    Messaggio del tuo inconscio: non stare con i piedi nel fosso o fiume ad aspettare immagina ed agisci! Ovvero fatti una strategia di azione direbbero i Marines e alza le chiappe, azione….
    un bacio cucciolo :*
    cri

  2. E' proprio questo il punto che sto cercando di centrare e spero,prima o poi, di farcela…
    Leopardi non l'ho mai visto come uno sfigatello seduto davanti a un bel panorama…
    Per me lui era una grande persona…come dici tu, vedeva qualcosa al di là di quello che possono vedere gli esseri ordinari…

  3. Sono smpre Cristina, anche se il nick fa riferimento ad un altro blog. Anche io credo che leopardi più che un povero disgrazaito fosse un grande, anche solo per il fatto di riuscire ad usare bene l' "immaginifico" che non è l'immaginario bensì un modo fuori della norma fuori dalla lettura comune, basta leggere le sue operette morali o i suoi canti.
    Credo che ognuno dovrebbe avere un suo immaginifico, come ad esempio ce l'hai tu, ragazzo caro, tu sei un uomo che ha un incredibile forza: l'incanto che hanno i bambini e la meraviglia, non le perdere mai sono le chiavi del fiore d'oro, di creare in un solo momento una stilla di meraviglioso immaginifico, la differenza tra quest'ultimo e l'immaginazione è che il primo porta sempre a qualcosa mai pensato mai detto: prezioso. Sei prezioso cucciolo!
    Un bacio :*
    cri

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