Vasilij

kandinskyMi capita spesso di innamorarmi.
Non per forza di una persona o di un essere vivente in genere. Intendo proprio di un qualcosa che tocca le corde dell’anima e le fa vibrare.
Qualche tempo fa, si parla di settimane se non erro, guardare i quadri di Kandinsky mi lasciava senza fiato. Niente di particolare, solo forme e colori sgargianti ma non so perchè ci vedo dentro una forma, un’essenza talmente perfetta da commuovermi.
Da qualche tempo mi sono messo a collezionare i cd di Vasco Rossi. Fino a poco tempo fa la prima parte della sua produzione artistica mi annoiava. Ora no.
Molti hanno etichettato lui come tanti altri come dei fattoni straniti da alcol e droghe varie ma a leggere i suoi testi viene solo da rimanere a bocca aperta.
Il dettaglio che voglio raccontare è semplice. Mattino come tanti altri. Una di quelle mattine in cui vedi fuori il sole ma sei talmente devastato da metterti in pigiama ad ascoltare musica per rilassarti a letto.
Cd: Gli spari sopra. Autore: Vasco.
Nel dormi veglia che mi prende parte “Dillo alla luna”.
“Guardami in faccia quando mi parli…se sei sinceraaa…se non mi guardi quando mi parli…non sei sicura….”
E’ una canzone con parole semplicissime e ripetute. E’ una canzone in cui un ragazzo chiede alla ragazza che ama di dirgli le cose come stanno. Di guardare in faccia la realtà e se sarà dura…la chiamerà sfortuna!
Cantata da Vasco fa sempre un certo effeto. Tutte le canzoni di Vasco cantate da altri perdono qualcosa. In grinta, interpretazione e musica. La voce da suono ai nostri pensieri. Quella di Vasco li colora di un colore aspro.
Tornando a bomba sul discorso principale….li sdraiato la cosa che mi ha lasciato senza parole è stata essere posseduto letteralmente dalle parole.
Essere travolto dal loro significato profondo di quelle parole. Aver visto come, quando da bambino usavo dei lucidi per ricalcare i disegni dei miei cartoni preferiti che non sarei mai stato in grado di fare a mano libera, la mia esperienza era aderente…così aderente a quelle parole.
Tutte quelle parole…tutti quei desideri gettati letteralmente nel cesso per un capriccio del destino…
Un destino legato a parole e pensieri non collegati..non coerenti…ma non nel mio cervello…nel cervello di chi ha condiviso con me quei periodi…
Vedere altre persone soffrire per gli stessi motivi.
Vedere persone che sanno stare fuori dalla porta del proprio cuore. Farsi piccole piccole fino a quasi scomparire dalla faccia della terra, pur di stare accanto alla persona che si ama. Vedere. Sentire. Vivere.
Beh..senza troppa vergogna una lacrima è scesa.
Com’è scesa davanti ai quadri di Kandinsky. Com’è scesa quella volta che ho visto una persona per me importante sposarsi con la persona che ama e amerà per tutta la vita.
Com’è scesa mentre rientravo a casa dopo aver scoperto che quelle due persone innamorate avevano creato un legame indissolubile e che questo legame sta crescendo giorno dopo giorno nel grembo di una delle due.
Io non faccio davvero testo. E non è una osservazione da buffone.
Lo dico con un pizzico di rassegnazione ogogliosa. Non faccio testo. 

-ndr. Io non adoro tanto le forme dei quadri di Kandisky. Sono i colori che mi lasciano senza fiato-

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