Il sogno che non c’è

Mi vesto di un qualcosa che non so. Forse un sogno o forse chissà. Stasera va così

Mi metto a scrivere senza un’idea ben precisa in testa. Le parole escono senza un filo logico. Solo testa e cuore che “pulsano” all’unisono.

Milano scorre languida sotto i miei occhi stanchi…Milano è sempre così in questa stagione. E’ come se staccasse la spina e iniziasse ad avere un ritmo più umano. Un ritmo umano. Come un operaio di catena di montaggio che dopo una lunga giornata di lavoro ferma il nastro con un “clang” metallico, alza la testa e sorride. La sirena è suonata. Tutti fuori. Tutti liberi. Con quell’inquietudine nel cuore che non scompare e che ci ricorda che prima o poi dovremo tornare.

Il ritorno. E’ buffo. A me succede ogni volta che vado via. I primi 5 minuti di viaggio verso una meta turistica o comunque verso la prima gita dell’estate, mi riporta al momento che sarà. Quello del ritorno. Forse è proprio questo il segreto del mio rapporto quasi carnale con le vacanze. Un rapporto fisico. Un rapporto che ho tenuto vivo com’era da bambino. Un rapporto fatto di secchiello e paletta, di profumo di crema solare al cocco e di sabbia arroventata dal sole. Un profumo di menta selvatica, di bacche di ginepro e di more e lamponi.

Sono spettatore inerme dei miei errori…ma essendo io stesso un errore…probabilmente sono spettatore inerme di me stesso. Il volante balla e le bastonate non si contano più ormai. Me le sono volute tutte. Tutte quante. Ogni minimo bozzo è stato cercato fino in fondo.

Mi chiedo come, cosa, dove e quando. Ricordo ma mi obbligo a non ricordare. Penso ma sto cercando in tutti i modi di smettere di pensare.

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2 pensieri su “Il sogno che non c’è

  1. Milano rallenta. Finalmente. E ti lascia respirare. E ti lascia pensare anche. E i pensieri diventano fisici, intensi. E possono far male.
    Sono dell’idea che è sempre meglio essere vivi da star male che essere sereni involucri di se stessi. Meglio lasciarsi fare a pezzi delle sfumature di questo cielo limpido da uccidere che guardare altrove. Mi sento a pezzi. Ma sono viva. Un bacio.

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