Fermata “Centrale”…

Mi inquieta un po’ passare per la strada e vedere militari con fucili spianati, divise d’assalto, anfibi e quant’altro.

…sarà colpa della mia obiezione di coscienza innata…

Mi turba ancora di più dover passare in mezzo all’entrata principale della Stazione centrale di Milano e vedere migliaia di persone che si incrociano pensierose senza farci nemmeno caso.

Ad aspettare la solita folla di pendolari e viaggiatori, ci sono come ogni giorno da un po’ di anni, 2 gazzelle dei carabinieri oltre a due Jeep dell’esercito. Sguardi complici tra i ragazzi. Si mascherano dietro un atteggiamento da duri ma il primo pensiero che mi viene in mente è che se si trovassero davvero faccia a faccia con la guerra (e quindi con la morte) lo perderebbero di botto.

Cammino con le antenne alzate per quei 100 m che mi dividono dalla metà. Sto andando a fare le pratiche per noleggiare un furgone…niente di che…mi chiedo, tuttavia, perchè mi sento un archeologo che sta entrando per primo in una piramide. Sa che ci sono 348000 trappole e insidie ma va avanti comunque. Sensazioni.

Il signore che mi cammina davanti ha un’andatura strana e mi rendo conto solo superandolo, che ha un arto artificiale. Lui si accorge che lo sto guardando e abbozza un sorriso cordiale. Ricambio il sorriso e vado avanti. Mannaggia a me..magari avrà pensato che lo guardavo per la sua disabilità. Speriamo di no….

poco di manca che vado a calpestare un ragazzo seduto per terra a sorseggiare il suo “ottimo” Tavernello…il suo 4′ o 5′ cartoccio visto lo sguardo “annebbiato” che mi rivolge. Tiro dritto e il mio sguardo si posa su due ragazze che camminano mano nella mano. Si guardano e parlano in maniera intima, bisbigliano. I loro corpi ondeggiano vicini come corde di un solo violino. E’ veramente bello vederle insieme. Niente volgarità. Niente esibizionismo. Solo due persone umane che stanno bene accanto. Mi rincuora questa immagine. La mia eterosessualità convinta non può oscurare le mie idee. Sono assolutamente pro- sentimenti. Non si può ingabbiarli in una consuetudine…se si ama veramente non bisogna essere per forza di sesso opposto. Rispetto chi si innamora di una persona dello stesso sesso. Vengo distolto da questi pensieri quando una signora sulla settantina incurvata dagli anni, scatta verso di me offrendomi un contratto per ricevere a casa dei libri. E tutto gratis mi urla concitata.

La guardo.  Dico “no grazie” rafforzando il tutto con un gesto deciso dell’indice destro e accelero il passo. La signora si ferma, scuote la testa delusa (colorando il tutto con un bel “va a caghér”) e passa al ragazzo corpulento dietro di me. Barba volutamente lunga, rasatissimo…praticamente un gigante…

A meno di 20 m c’è la porta dell’ufficio. Mi giro per un attimo a guardare il centro di quella piazza che ho appena attaversato. Tutto è come prima il mio passaggio. Nulla è cambiato. La settantenne sta rincorrendo un uomo sulla sessantina in giacca e cravatta, le due ragazze si sono fermate in biglietteria a scegliere la loro prossima destinazione e il ragazzo ha appena finito l’ultimo goccio di vino e guarda deluso il cartone. Mi accorgo solo in quel momento che il signore con l’arto artificiale si è fermato vicino a lui e lo sta guardando con aria preoccupata. Dopo una breve discussione lo aiuta ad alzarsi ed entrambi barcollando, se ne vanno verso una macchina parcheggiata poco più in la…

…milano è sempre milano…

“Buongiorno, dovrei ritirare il furgone a nome…”

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