Casiraghi 133

Cambio casa. Mai un cambiamento così importante è stato anche così puntuale con l’appuntamento con la mia vita.

Ho bisogno di uno stacco netto tra quello che è stato (la mia vita, le mie scelte, i miei errori e le mie vittorie…) e quello che  inevitabilmente sarà…si perchè, sarà…un qualcosa, insomma, succederà…ho idee, progetti, fantasie e curiosità da soddisfare. Fortunatamente ho quello che in gergo tecnico si chiamerebbe “fame di vita” che tutti abbiamo ma che pochi si rendono conto di possedere.

Poco male.

Dicevo che la mia vità cambierà. Da una stanza piccola e divisa con mio fratello, passerò a una stanzetta tutta mia da gestirmi…da vivere…da personalizzare…da adattare al mio corpo e alle mie abitudini. Un po’ come un materasso..!!

Tralasciando quello che vado a possedere, mi pare doveroso fermarmi a riflettere un momento su quello che perdo…o mamma…non è che perdo proprio tutto. Nella memoria sono vivi i ricordi della mia infanzia in giardino, del mio angolino in casa, dei queen che risuonavamo tra quelle mura che sono cambiate con me. Sono diventate adulte. Si sono colorate, foderate di carta da parati, ri-colorate, riempite di mensole popolate di libri…insomma…i miei primi 30 anni (quasi) sono stati spesi tra quelle mura..dubbi, paure, gioie e dolori, soddisfazioni, prime volte si susseguono in una carrellata entusiasmante.

Non so perchè, ma la prima cosa che sento se mi metto a pensare a questi anni, è la voce di mia mamma che mi diceva “mi raccomando…hai le scarpe nuove e sei tutto pulito, vai in giardino solo per salutare i tuoi amici…NON giocare a pallone”….”va bene mamma”….inevitabilmente le mie scarpe varcavano la soglia di casa un paio d’ore dopo sporche di terra e erba e, quando la partita era particolarmente sentita, con parecchi tagli a squarciare la pelle….è stato buffo scoprire poco tempo fa che la cosa accadeva 50 anni prima con protagonista mio padre…

Ricordo molto chiaramente la musicassetta di “Innuendo” dei Queen che girava all’infinito…quegli stacchi fin troppo artigianali causati da registrazioni inesperte….”You can be anything you want to be…..” Stack…crunch…ri-stack…ri-crunch…zzzzzzzzzjust turn yourself into anything you think that you could ever be….”…fino a pochi anni fa credevo seriamente che il pezzo fosse così nella versione originale…tornare alla cruda realtà di un pezzo liscio e senza “scossoni” è stato per me un trauma non da poco…

Ricordo l’ansia mal celata da una risata nelle serate “pre-compito in classe”. Sapevo di non essere preparato ma a quell’età credevo ancora in un possibile intervento divino…che (ovviamente) non è mai arrivato…

Da qui in avanti vivrò in una casa bellissima (almeno per me)…avrò tanti stimoli, presto avrò un amico molto simile a un peloche (per morbidezza) che mi riscalderà il cuore ogni volta che mi guarderà però solo certo che un pezzo del mio cuore rimarrà li, nel mio angolino in quella casa vecchia, scomoda e troppo piccola…

..desidero che il mio futuro sia una sequenza infinita di prove da superare…non lo voglio facile ne scontato…non voglio la pappa pronta..voglio crearmi e ri-crearmi, respirare, dipingermi l’anima e poter urlare al cielo tutte le volte che voglio senza vergogna…
non voglio solo felicità ma anche delusioni, sofferenze, problemi e sfortune..
che poi la sfortuna non è nient’altro che una bella mascherina per nascondere i propri limiti..

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Un pensiero su “Casiraghi 133

  1. Sono strafelice di questa tua svolta, entrerai in una nuova casa e una nuova vita ti aspetta con la tua fame di fare, progettare, creare ecc e sicuramente una nuova esperienza ti scalderà il cuore…e ti leccherà la faccina :D…eh si parlo del tuo amico morbidoso!:)
    Ho vissuto pochi momenti con te nella vostra casetta di Sesto ma quei pochi sono rimasti impressi nella mia mente e nel mio cuore! E quando mi capiterà di passar da Sesto mi verrà istintivo alzare lo sguardo al balcone del 1a piano in Via Casiraghi, 133 ricordandomi di te e tua mami ad aspettarmi!…e soprattutto aspettare Giulietta! 🙂

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