Maledetto pavè..

Al diavolo i campanilismi. Al diavolo la Padania, Bossi e tutte quelle idee retrograde che non fanno altro che creare un antagonismo storico mai fondato su qualcosa di concreto.  Sarò un milanese atipico ma odio queste idee e odio chi si ostina a portarle avanti. Eppure amo Milano. La sento mia, dentro di me…un legame forte e indissolubile.
Forse perchè, quando ti ritrovi a girarla in orari come i miei, riesci a vederne anche il lato umano.

Poco fa ero a bordo della mia bicicletta sgangherata che “sferragliavo” sul pavè di via Pontaccio in direzione centro. Obiettivo colazione. Giornali di un cliente sotto braccio, sono entrato in un bar in zona Brera, cappuccio e brioche e sono uscito.

Niente di più e niente di meno. Quando mi sono ritrovato ancora ad arrancare verso l’edicola, mi sono perso a guardare i riflessi del primo sole del mattino sulle case d’epoca li intorno. Marmi che magicamente riflettevano colori insperati, fiori che sbucavano da fessure sui balconcini delle case di ringhera, giardini incantevoli che facevano capolino dietro cancellate altissime.

Insomma. Ci sono due Milano. Quella settimanale che odio profondamente e quella della domenica.
Vestita della festa. Immensa. Quella che svela una dignita che nemmeno giunte comunali scellerate o cittadini poco rispettosi, potranno mai rovinare.
E’ quella sensazione di salotto antico, quel profumo che mi arriva istintivo al naso di tè, di drappi appesantiti dal fascino del tempo che passa. E’ tutto quell’ambiente, che diventa ancora più caratteristico sotto le feste natalizie, che mi piace.

E’ tutto questo che fa di Milano la città che sento dentro di me e che porterò nel mio cuore

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3 pensieri su “Maledetto pavè..

  1. Leggendo questo post, mi sento molto vicina a te….alla mia Milano….
    alle volte mi capita, quando ho tempo, di girovagare senza meta per le Sue strade, perchè ha ancora molto da mostrarmi. Adoro andare in giro con il tram, guardare la città attraverso il vetro, (se piove ancora meglio) come cambia morfologia sguardo….ti ringrazio per questo scorcio 🙂

  2. Grazie mille a te per il commento.
    Il problema di Milano, per me, sono i milanesi. Quelle figure fatte con lo stampino che corrono “chissàdove”.
    Tutti gli altri, volenti e nolenti, devono adeguarsi se no finiscono in un vero e proprio tritacarne di ansia e sudore…nel momento in cui le “lame” si fermano e lo sguardo si mette a livello orizzonte (e non fermo a guardare i tombini per terra), allora si che si inizia a vedere qualcosaltro…qualcosaltro che pochi hanno la fortuna e la sensibilità di vedere…

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