Pieghe e Piume!

28 anni fa più o meno a quest’ora nasceva, all’ospedale di Sesto San Giovanni, un piccolo maialetto di 4.600 kg (!!!).

Bando alle ciance…ero io.

Nulla di che. Un bambino come tanti. Unico nel suo genere perchè già più grande della norma, ma niente di eccezionale (come quello di 8 kg nato in Sudamerica qualche tempo fa).
Son passati 28 anni da quel momento. Non ricordo assolutamente nulla della mia nascita come penso sia normale, ma tantissimo della mia vita. Di quello che ho vissuto. Piccoli frammenti di vita quotidiana che riguardo con un sorrisetto ironico stampato in faccia. Il tubo della lavatrice ricurvo perennemente incastrato nel bidè, le piastrelline nere a puntini bianchi (inguardabili) di tutta la casa, il divano stile “Squadra di Calcio Cremonese”…a righe GRIGIE E ROSSE…ignobile…il lampadario enorme a forma di astronave in solotto. Il muro che divideva quest’ultimo dall’anticamera. Casa mia era un buco. Guardare il tutto da dove scrivo ora sembra davvero di essere entrato dalla porta principale in un nuovo mondo. Sembra di essere vissuto, senza rendermene conto, in condizioni “semi-vivibili” e iniziare una vita con la V maiuscola. Quelli che tutti dovrebbero avere la possibliità di vivere. Non di grandi cose. La possibilità di vedere uno spazio aperto con del verde, degli alberi, la possibilità di camminare a piedi nudi dull’erba o di vedere un gregge di pecore che blocca per qualche momento il traffico vivibilissimo di questa zona. La cosa più incredibile è che per tutti, qui, un gregge che zampetta sereno a bordo strada o un signore un po’ rincagnato che saltella dietro al suo carretto trainato da un cavallo vecchio e stanco, è assolutamente normale. Io la prima volta stavo andando a sbattere. Il massimo che avevo visto erano gli animali allo zoo o nelle manifestazioni o comunque per brevissimi momenti che passavano via troppo velocemente.

Per secondo la possibilità di avere dello spazio proprio. Per anni ho diviso la mia stanza con mio fratello. Non che mi abbia infastidito più di tanto, ma crescendo, è fondamentale per un essere umano crearsi degli spazi solo suoi. Dove nessuno può metterci il becco. Dove nessuno può dettar legge. Dove nessuno può cambiare l’ordine, può rassettare, pulire e deodorare senza il preciso permesso del proprietario. Un po’ troppo drastico eh…?
Un po’ di tempo fa ho sentito un comico che in un monologo raccontava il rapporto quasi “amoroso” che , con il tempo, instaurava con il suo piumone. Ogni piccola rughetta era una conquista fatta di “sacrificio”. Di ore passate a riempirlo. E nel momento più bello cosa accadeva in questo racconto?arrivava la donna (dipinta come maniaca del pulito e dell’ordine) che cambiava il piumone e riportava il tutto alla forma originari. Copri piumone liscio e secco, freddo come il marmo. Assolutamente asettico. E’ un po’ questo il senso. E’ importante far crescere con l’età di un essere umano, almeno secondo me, la responsabilità di un posto solo proprio…un posto in cui a contare è solamente la persona a cui è stato assegnato Senza esagerare con i fondamentalismi mi raccomando eh…però un posto che faccia sentire, fortissimo, l’indipendenza.  E’ importante…

Va beh insomma…comunque di tempo ne è passato. Ieri sera, dopo l’ennesima giornata di lavoro, mi è venuto addosso un filo di tristezza. Non chiedetemi perchè. Forse sarà la stanchezza, la voglia di scappare dalle responsabilità, sentirmi leggero, poter pensare a tutto meno che agli “altri”…pensare, insomma, solo a me stesso e alle persone che in tutto e per tutto mi vogliono bene…sarà che chi mi legge sa che il mio posticino in cui nessuno poteva entrare se non con il mio permesso, era un angolino vicino al calorifero sotto la finestra nella mia vecchia casa. Il passare da quel posto per lo più immaginario, ad un posto vero e proprio in cui, se chiudo la porta, posso veramente sentire solo il mio respiro o solo il mio cuore che batte, mi da una sensazione di emozione…sarà che ora come ora ho tutte le “pieghette” ben disposte sul mio piumone…godermi questo momento è d’obbligo..!quindi…cosa dire?Auguri vecchio mio…Andiamo avanti!

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