Confessioni di un romantico “bastardo”

2010 = al 90% “vaffanculo” e al 10% “voglio che tutta la vita sia così”. Anzi dai…facciamo 60 e 40

Vaffanculo a te, te e te. A tutti quelli insomma che sono entrati e usciti dalla mia vita dicendo di capirmi e di volermi bene. Dicendo di pensare a me e di credere nelle mie capacità. Dicendo di capire il senso delle mie parole, dei miei gesti e dei miei scleri. Beh. Non capivate proprio un cazzo. Permettetemi il francesismo!

Vaffanculo al mio ex titolare che guardo quasi tutti i giorni, passando davanti alla “mia” vecchia edicola. Vaffanculo perchè mi ha detto “Non sei capace di fare niente…sei un cretino…sei solo alto” e alla fine si è dovuto ricredere. O anche se non si è ricreduto e non lo farà mai, sinceramente mi ha dato la forza di fare tutto questo. Non la forza. La rabbia. Una rabbia infinita perchè nemmeno lui (come d’altra parte te, te e te) non aveva capito proprio niente di me e del mio modo di essere.

Vaffanculo alle banche. Che finchè gli chiedi aiuto ti voltano le spalle e poi quando inizi ad essere a posto, finisci di pagare i debiti e non hai più bisogno di loro, ti chiamano a casa. “E’ stato scelto per un’offerto sui mutui” … beh…non c’è più trippa per gatti!

Vaffanculo alla malattia che mi sta portando via mio nonno. Con tutti i difetti che potrà aver avuto in vita è sempre la persona con la quale ho visto un giro d’Italia intero. Quello di Pantani sul mortirolo. Quello dei pomeriggi facendo partite a scala 40, a vedere la tappa e a giocare a calcio in giardino. Me lo godrò fino alla fine e non lo dimenticherò facilmente.

Vaffanculoa tutti quelli che quest’anno mi hanno creato problemi. Dal costruttore, al notaio, al ragioniere. Non ne voglio dimenticare proprio nessuno. Non vi auguro molto. Semplicemente che un giorno vi troviate ad avere bisogno e tutti vi girino le spalle. Tutto qui. Provare a sentire la paura, il terrore di non farcela.  Magari serve a far sparire un po’ di quel sacco di letame che avete al posto della coscienza.

Vaffanculo infine ai bruciori di stomaco che mi prendono per lo stress e la fatica. Finirà questo maledetto periodo. Sta per finire. Lo sento!

Voglio che tutta la vita sia così…intendo così come quando ho preso per la prima volta in braccio mia nipote…la prima volta in cui si è voltata con il broncio e mi ha guardato dritta negli occhi. Quando mi ha fatto il primo sorriso. Quando ha appoggiato la prima volta la testolina sulla mia spalla e quando ha giocato con un gioco regalato da me.

Voglio che tutta la vita sia così…come quando si cena da Ele e Fabio. Quando si discute di cazzate e cose serie. Quando i problemi che possono incontrare due ragazzi che hanno formato una famiglia da poco, vengono discussi. Quando i miei problemi vengono messi sul tavolo e ornati. Vengono decorati. Vengono discussi. Mi auguro di continuare così perchè sto bene con loro. Davvero bene.

Voglio che tutta la vita sia così…come quando leggo un libro rivelatore o ascolto una canzone stupenda. Un’insieme disordinato di emozioni da vivere fino in fondo.

Voglio che tutta la vita sia così come il 24 dicembre mattina. Mi sono svegliato come sempre all’alba per andare a lavorare e avevo lasciato la tapparella alzata per errore. Tutta notte davanti al mio letto, una splendida luna mi aveva “bagnato” la coperta. Per tutto il tempo tra il letto e le ciabatte (una frazione di secondo) ho pensato a come diamine avevo fatto a dimenticarmi di fare una cosa così piacevole per me…come quando finisco di lavorare e tiro giù la saracinesca insomma…una liberazione. Una lunga giornata che finisce e lascia il posto a un qualcosa di nuovo e leggero dopo una bella e riposante ronfata. Non ho impiegato molto tempo per inquadrare il motivo. E il motivo sei tu. Che non hai nulla a che spartire con “te, te e te” ne con il mio ex titolare ne con tutti gli altri “vaffanculo” di questo post. Che non hai niente a che fare, in verità, con tutti/e. Che è una vita che ti aspetto. Che ogni volta che ti guardo mi dai la scossa.  Che, con tutto me stesso, voglio che faccia parte del mio passato, presente e futuro. Ripeto. Passato, presente e futuro.

 

A presto bagai

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