Te, me, noi, loro…tutti..

E alla fine sono ancora qui. Davanti a questa pagina, solito bianco sporcato di nero, solita musica (Pearl Jam), solita faccia un po’ più stropicciata da ore di sonno perse passate tra la strada e il lavoro. Insomma son sempre io.

In questo periodo ho avuto e avrò una serie di novità che mi stanno rendendo realmente felice. Le sto vivendo fino all’ultimo respiro e ne sto godendo ogni singola goccia. E’ forse anche per tutta questa soddisfazione che mi viene da fermarmi  e a guardare un attimo il recente passato. Quelle cose, insomma, che mi hanno salvato dal baratro. Che mi hanno dato la possibilità di vivere una vita dignitosa mentre attendevo la risalita. Vorticosa e inaspettata com’è stata. Vertiginosa per quanto mi riguarda…

Il blog. Per me è qualcosa di più di un sito internet sul quale raccontare i fatti propri. Io quando scrivo lo faccio per esorcizzare un dolore o per esaltare una gioia. Vivere il sentimento nella sua forma più pura, distillata. Creare un qualcosa che sia per sempre fissato e inamovibile. Come quelle farfalle che studiosi o semplici appassionati appendono in cornici (per lo più orribili) alle pareti dei loro uffici. Conservano intatti nel tempo tutti i colori e le forme. Ogni cerchio rimane cerchio e ogni lilla rimane esattamente lilla. L’ho aperto in un momento di “non so”. Uno di quei momenti in cui non sai esattamente cosa fare della tua vita. Vuoi…sentirti importante. Cercare di trovare un qualcosa nel mondo….dell’ ” altrochenonc’ènellatuavita” che non hai, che non sei mai riuscito a creare e che vorresti avvicinare almeno per un po’. Accarezzarlo. Sentirne il sapore, l’odore. Renderti conto di com’è e guardarlo per un po’. Goderne.

“…Beh..sono fiero del mio blog. Non sono ne sarò mai un grande scrittore. Mi rende soddisfatto a pieno il fatto di poter parlare ogni volta che voglio di me stesso e delle cose che mi appassionano senza essere giudicato da nessuno. O meglio. Parlare al mio blog. Poter scrivere esattamente ciò che voglio (anche una ha senz’h molto ignorante!)…”

La musica. Musica, in questo periodo, per me significa rock. Chitarroni che stridono, batterie al limite e basso esplosivo. Mi piace l’energia. Mi piace essere letteralmente trascinato da un suono. Da una sincronia tra 4 o 5 strumenti esce la vita. Un succo meravigliosamente concentrato di forza, dolcezza e sentimento. Un qualcosa che sento e ho sempre sentito molto. Da quando ancora bambino mi dimenavo su Driven by you dei Queen a quando, ora, suonato a 28 anni (suonati) mi impongo di non dimenarmi in negozio…perchè i clienti potrebbero veramente prendermi per scemo. Ma d’altra parte la vita è musica. Senza di lei, dico sul serio, molto probabilmente non riuscirei a godere pienamente di ogni attimo…e forse forse, il mio blog sarebbe meno colorato…

“…Vedere Eddie Vedder che si dimena su un palco con gli altri PJ, sentire la sua voce, ascoltare un pezzo dei Rem e guardare come si muovono, elettrificati da un qualcosa di invisibile come una nota, mi lascia senza fiato. Adoro soffermarmi sui dettagli, su ogni piccolo stridulo suono che un polpastrello può creare all’interno di una melodia perfetta…”

La mia faccia: è un campo di battaglia. Piena di gobbe, solchi e imperfezioni. Non amo guardarmi allo specchio e soffermarmi sui miei dettagli. Sulla bellezza di un particolare (che oltretutto io non vedo) o sulla bruttezza di un altro. Sono vivo. Sangue scorre a metà tra il sereno e l’amaro nelle mie vene (dipende dalle giornate e dagli avvenimenti), aria nei miei polmoni, cibo nel mio stomaco. Un corpo perfettamente funzionante fino ad ora. Sono fortunato in questo senso.
Proprio riguardo questo, mi sento un po’ stranito quando un’altra persona prova interesse verso di me. Verso il mio corpo o le mie idee. Mi pare strano e incredibile. Non in senso negativo. C’è un orgoglio di fondo nell’essere come sono. Profondamente diverso da quello che sono e fingono di essere buona parte delle persone che conosco e mi bazzicano intorno. Poveri involucri inutili e senza un po’ di amor proprio. Se sei così, perchè essere in maniera diversa?per piacere alla maggior parte della gente che ti sta intorno?ma se alla maggior parte della gente che ti sta intorno poi alla fine non interessasse poi così tanto di te?Se alla fine ti rendessi conto che essere quello che non sei, non paga. Che è semplicemente triste fingersi un altro. Ingannare gli altri ma prima di tutto se stessi in un gioco al massacro di sentimenti e emozioni. Un castrarsi di ideali. Un frenare l’istinto e le voglie. Un blocco.

E io non voglio bloccarmi. Voglio vivere semplicemente ciò che sono. Vivo me, te, noi, loro…tutti…

…e non voglio smettere per nulla al mondo…

My god its been so long, never dreamed you’d return
But now here you are, and here I am
Hearts and thoughts they fade…away…

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