Every moments

Si da il caso che io sia sempre qui a scriver mentre dovrei essere a chiudere una giornata dai risvolti insperati. Ma d’altra parte non si può comandare un’ispirazione. Si prende e si cavalca…via…veloce come il vento e morta li…

Si da il caso che le luci diventino morbide e avvolgenti, il colore lasci il posto a un bianco e nero d’annata e il tutto assuma un’aria rallentata…le foglie cadono lentamente, la camminata delle persone si fa più rilassata nella fretta opaca milanese.

Mi sento bene…dannatamente bene…come forse (togliamo il forse) non sono mai stato. Ma questo volta per davvero…

si perchè tante (troppe) volte mi sono autoconvinto di sentirmi bene, di avere ciò che volevo e di essere a cavalcioni su quell’ispirazione di cui parlavo prima…un pizzico di euforia per un qualcosa di nuovo che porta, inevitabilmente a rendere sfumata l’oggetività…e ci si ritrova gambe all’aria poco dopo su un pavimento appuntito…che fa male…

Si da il caso che questa volta non sia così. Perchè?perchè lo sento semplice…non è un qualcosa di costruito, montato, voluto…io non volevo più nulla…ero davvero rassegnato a una vita a metà…una vita di un uomo di mezza età stempiato che va a comprarsi pollo e patatine per mangiarseli davanti a una partita NBA il venerdì sera innaffiati da una birra ghiacciata. Una casina carina, un cane, un frigo, un letto…nulla più…contatti umani zero…

Si da il caso, invece, che mi ritrovo in una piazzetta arroventata da un sole freddo di marzo, il lago davanti a me, due “bronto-panini” (date le dimensioni “dinosauriche”) in mano e una paura…la paura di perdere quel qualcuno, quell’essere che mi ha brancato e messo in salvo dalla dimensione che descrivevo sopra…e questa cosa è irrazionale…viene quando hai davanti quell’occasione della vita che non puoi/vuoi perdere per nulla al mondo perchè sai dentro di te che è quell’occasione che non tornerà più…quel treno che, una volta passato, lascerà solo uno sbuffo di polvere e qualche foglia morta a danzarti davanti…come a schernirti per il tuo turbamento…per il tuo dolore…

E invece no…

Si da il caso che sono qui. Felice. E la sto vivendo. Felice..no…anzi…Rifaccio…

Si da il caso che la sto vivendo…SERENO…e questa è una cosa che voglio puntualizzare…

E ora sono qui. Stesso posto, stessa testa, stesse scarpe (consumate)…insomma…usando una canzone molto famosa…stessa spiaggia stesso mare….

E si da il caso, infine, che vorrei potere, la domenica sera non dover vedere quell’ombra di malinconia passare sul suo volto…non vorrei ricevere l’ultimo bacio sapendo che me lo dovrò far bastare per 2 gg…non vorrei vedere la sua schiena tendersi alzando in alto la manica della sua giacca per infilarci dentro il suo braccio…non vorrei vederla dondolare fino a sparire dietro quel monticchietto di macchine che mi oscura la visuale…non vorrei permetterle di aprire la porta, sentire quel profumo che abbiamo scelto insieme e doversi accontentare di quello perchè io non ci sono…non vorrei sapere che sfoglia il giornalino della tv vedendo cosa c’è “stasera”…non vorrei per un solo motivo…perchè vorrei che lei fosse ogni momento con me…

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