In to the Ocean…

Non è facile trovare un inizio ad un post scritto a 4 mani. Soprattutto perchè è domenica, c’è una puzza mista “cera e pipì alcolica” (tipo i succhi di frutta Ace o Pera e Limone)  e continua a passare gente imbarazzante al di là della “mia” finestra.

Che dire…la domenica non per ripetermi ma Baudelaire affermava che era una giorno che faceva vomitare, non so quanto sia vero ma di certo non mi piace e a maggior ragione quando il tempo è brutto, ma basta che io alzi lo sguardo e vedo due occhi quegli occhi.

Incrocio gli occhi per fare il pirla non per altro…non penso che i miei occhi siano poi così interessanti. Ultimamente ho anche fatto la visita oculistica e sono risultato miope e astigmatico…quindi…a parte gli scherzi questo, mi ripeto, è un post scritto a 4 mani, 4 piedi, 4 orecchie, svariati milioni di capelli, 2 nasi e 2 bocche…naturalmente sono tutte parti di 2 persone che si amano e hanno in mente grandi cose l’uno per l’altra (amo dire anche “…e viceversa”).
E’ un po’ come uno di quei feat. che fanno i musicisti (Santana feat. Chris Cornell o Rem feat. Eddie Vedder). E’ un qualcosa di condiviso. Diciamo che è la condivisione di uno spazio che più privato non si può. Un blog è parte della vita di una persona. Piano piano lo diventa. Su un blog volente o nolente si scrivono o si fanno intendere cose che nella realtà non si riuscirebbe a esprimere (almeno…per me è così) quindi è un gesto molto importante rendere partecipe un’altra persona di tutto questo…

Questo non è solo condivisione (che è una parte fondamentale del rapporto), entrano in gioco svariati fattori:
la fiducia, il non porsi limiti, il sentire che ti puoi appoggiare perchè ti sorregge, avverti il calore del corpo, il profumo e il respiro ti culla, ti senti tranquillo; oltre al contatto è la certezza che per quella persona ci sei, la avverti anche quando sei in mezzo agli altri, nel caos oppure quando gli chiedi di abbracciarti sotto le coperte…e ancora non basta…è molto di più  i gesti automatici, il passare un’oggetto solo sporgendolo perchè sai che qualcuno lo prende senza che tu glielo chieda o ti aggiusta il cappuccio della felpa.

Che poi mica tutte le felpe hanno il cappuccio (nota solo per infastidire la co-autrice…). gne gne gne..la maggior parte delle felpe ha il cappuccio…” e si apre un dibattito sulle felpe e sui gne gne gne – sia chiaro io non l’ho mai detto – perchè è bello così. E’ bello parlare anche di questa vaccate. Perchè è tutto bello. Anche il non essere daccordo su determinati aspetti o confrontarsi su un fraintendimento. E’ bello anche andare ad un’altra velocità rispetto agli altri. Tutto quello che gli altri vedono velocissimo e incomprensibile, risulta lentissimo e più che chiaro ai nostri occhi ma d’altra parte è giusto così. Nessuno (e sottolineo nessuno) ha il diritto di criticare niente che riguardi noi due. Nemmeno come si mette a posto il cappuccio di una felpetta.

Sì, mi piace questo post è nostro, e di nessun altro. Sono riflessioni, pensieri di una domenica mattina con un sottofondo di pipì, neanche troppo (nota dell’ edicolante)  una giacca troppo grande, e l’entusiamo del momento che ci fa vivere, assaporare gustare tutto senza fretta, capendoci, parlando e scoprendo lati personali e altri, nati stando insieme, camminando fianco a fianco; anche se alle volte si rallenta o si acellera il nostro incedere è comune, voluto e  sempre in pieno sole.

Autori Davide e Giulia (Quisquilie e Pinzillacchere)

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