Jetta-man

Fa caldo in macchina. Il vetro è rotto ma non fa entrare abbastanza aria. E fuori?Fuori fa freddo. Di quel freddo angoscioso che ti fa barcollare tra lo stupore e le lacrime. Mi chiedo guardando per terra “perchè a me?” ma è una domanda fugace. Non resta. Passa e se ne va esattamente com’è nata. In un lampo.

E’ la vita. Ci rende bellissimi o bruttissimi in un attimo. Ci fa vivere emozioni immense e bellissime come pessime e distruttive e ci ribalta. Ci ribalta esattamente come fa lo stomaco per digerire un pasto. Si divincola dentro di noi. Si contorce su se stesso per miscelare le materie: ciò che immettiamo noi da ciò che produciamo.

Non so quanto sia giusto tutto ciò. Ho sempre pensato che alla fine di tutto, quando ipoteticamente si tireranno le somme davanti a una lavagna polverosa chissà dove, ci renderemo conto che tutto torna. Dare e Avere = 0.

Per i momenti si vivono e quando ci sei in mezzo c’è poco da fare. Volente o nolente li vivi e sei segnato da loro.

Il treno scorre in una tramonto di primavera sulle campagne lombarde. Un sole rosso fuoco di accompagna per mano durante il nostro viaggio da “supertramp” in giro. Un po’ homeless per caso. Un qualcosa di inaspettato. Sempre con quella sensazione di vuoto. La macchina portata in un deposito chissà dove, l’autoradio rubata da qualche disperato che la rivenderà in cambio di una dose che non basterà nemmeno per mezzagiornata, il meccanico da pagare, l’assicurazione da chiamare, denuncia dai carabinieri…

“ahh..fa l’edicolante…mi dica mi dica…com’è la situazione ciminalità a Milano?…io lo so ma non glielo dico perchè io so bene cosa succede laggiù”

La  Stazione centrale si stagli all’orizzonte. Si inizia a sentire il brusio tipico di quel pezzo di mondo esterno dal pieno centro di Milano. Perchè a me ha sempre dato quella sensazione. Si entra in stazione centrale e non si è più a Milano e finchè non si esce, non ci si arriva. Insomma avete capito.

Tutto questo vissuto accanto a lei. Ho fatto vedere il mio lato più (comprensibilmente) musone, incazzoso, scocciato, poco presente e scostante ma lei era li. Accanto. Con una parola, un’espressione, un sorriso, un bacio, una mano stretta…tutto al momento giusto e tutto senza dare il minimo segno di scocciatura..e in treno mi è venuto da pensare che è da queste piccole cose che si capisce tutto quanto. Capisci che sei sulla strada giusta, che questa volta hai scelto per davvero ciò che sognavi e volevi con tutto te stesso…e ti rendi conto che alla fine, finalmente, tralasciando tutto le sfighe possibili e impossibili che mi capiteranno, è arrivato il mio momento e voglio viverlo…fino in fondo…

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