Walk

Rientro da clandestino nel blog che mi appartiene di diritto…o meglio…tra le pagine che hanno vissuto i miei umori, dai più neri ai più euforici. Mi sento come l’eterno ragazzino che ho dentro…è un nuovo inizio…come alle medie quando andavo in cartoleria a comprare i quaderni, le penne, il diario e tutto l’occorrente per la scuola. Ero emozionato davanti a tutte quelle cose mie e solo mie. Tutto profumato, tutte le copertine perfettamente stirate, i quaderni bianchi e perfettamente intonsi…che quando ci si trovava a dover scrivere la prima parola c’era sempre un filo di tremarella. Era una responsabilità. Il primo passo è quello che, almeno nella mia testa, mi avrebbe detto che anno sarebbe stato. E io volevo che fosse tutto perfetto. La mia scrittura, i miei voti, i miei rapporti con professori e compagni….tutto…

Alla fine quella fottutissima prima parola la scrivevo e non veniva mai come avrei voluto e di conseguenza anche tutto il resto veniva molto più vero e imperfetto rispetto a tutto quel fiume di sofficità e assenza di sbavature che avrei voluto.

Dopo due giorni che entravo a scuola i quaderni iniziavano ad aver pieghe dappertutto, il diario si riempiva di bozzi e di scritte tracciate più dalla fretta che da quelle pretese preventive. Nulla era come prevedevo. L’inesorabile sguardo all’orologio ogni 5 minuti iniziava a diventare consuetudine come la scoperta che l’ennesima ragazzina di cui mi “innamoravo” era occupata con un deficiente qualsiasi che dimostrava capacità di cui (scusate il gioco di parole) non mi capacitavo mai.

Con il tempo ho imparato. Ho capito che si parte con tutti i buoni propositi di questa terra ma alla fine bisogna piegarsi agli eventi. Che tutto sommato non è male qualche sbavatura qua e là e che c’era ben altro su cui basare la mia vita che non fossero un corpo infiocchettato a festa o un’apparenza nei rapporti ostentata alla nausea.

Ho capito che il mio futuro dipende moltissimo da come riuscirò ad adattarmi a ciò che mi capiterà da qui in avanti.

E’ cambiato tanto intorno a me. Sono in una situazione che mi piace e di cui non mi lamento affatto. Son riuscito a crearmi uno spazio nel mondo. Esisto. Mi sento concreto finalmente. Ascoltato, preso in considerazione e, finalmente, fautore del mio destino.

Tutto il resto verrà da se. Ho tanto sogni da realizzare. Tanto li ho realizzati tra il 2010 e il 2011. C’è solo da andare avanti così.

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