Homeless

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Faccio un lavoro che mi porta ad essere a stretto contatto con la società. Tutta. Non solo alcuni ambiti. 

In 10 anni circa di professione, ho incontrato milioni di persone. Mi sono immerso nei cambiamenti di uno dei momenti storici più incredibili. Ho visto, ad esempio, aumentare a dismisura gli zingari e i “barboni”. Vedendoli quotidianamente poi diventano parte della vita. Addirittura gli dai dei nomi per distinguerli nei racconti ai tuoi cari, di cui li fai protagonisti.

Ogni mattina, sotto i portici alle spalle della mia edicola, mi trovo a scrutare stracci ammucchiati per terra farciti di persone. Molti scelgono di fare quella vita. Una vita “peace&love”.

Ora non lo vedo più, ma “Brad Pitt” (chiamato così per una vaga somiglianza con l’attore di Hollywood) era un membro onorario di questa “tribù”. Natìo dell’est, si aggirava perennemente in bicicletta con il suo cane. Ha passato mesi quando la povera bestiola era cucciolo, a girare per la strada cercando di educarlo a fermarsi sulle strisce e a camminargli al passo. E con il tempo ce l’ha fatta. Tanto che, al mattino inforca la sua bicicletta e il cane si va ad accucciare su un asse fissata al telaio esattamente sopra la ruota davanti. Ha scelto di fare quella vita e “lavora”. Lascia in giro annunci per le persone che si trovano in panne con il loro velocipede. In tutta milano, se chiamerete il suo numero di cellulare, lui arriverà entro breve tempo per ripararvi il danno e farvi ripartire in cambio di un’offerta.

Molti lo fanno perchè escono totalmente di testa.

“Mondomarcio” l’ho soprannominato così perchè al mattino si alza, gaspera (“gracchia” la gola) e poi sputa per terra. Non una volta. Tante. Fa il barbone non per scelta ma per necessità. Vive in giro per Milano e per un lungo periodo ha vissuto sotto i portici. Sembra magrolino e macilento ma ha superato indenne due inverni freddissimi nel suo sacco a pelo.

Molto lo sono senza nemmeno saperlo. A questa categoria appartengono anche delle persone benestanti. Vivono in situazioni agiate ma si scandalizzano quando devono spendere 0,50 € in più per comprare il giornale o il pane. Girano con un Porsche ma poi chiedono lo sconto al supermercato.

Ieri sera ero in metropolitana. Il viaggio di ritorno è sempre fin troppo lungo per la nostra sopportazione. Dopo una lunga giornata di lavoro si vuole solo arrivare a casa, dismettere i panni esterni e mettersi abiti comodi, pantofole che stirano le giunture dei piedi e felpette che riscaldano le ossa umide da città. Nel nostro vagone salgono 3 zingari, 2 adulti e una bambina di circa 8 anni. Lui suona la fisarmonica (male), lei il tamburello (un po’ meglio) mentre la bimba gira in equilibrio precario brandendo un bicchierino spiegazzato, che tintinna di monetine. Arrivati a Cadorna smettono la loro canzone e si siedono silenziosi. Solo il padre continua in un improbabile assolo con la fisarmonica mentre la bambina lo guarda con occhi tristi di chi ha scoperto quanto è spietato il mondo in maniera troppo dura. La madre intanto apre una borsa straripante di vestiti, oggetti vari e ci fa stare il suo tamburello. Capisco che hanno finito il “turno”. Per oggi basta. In quella borsa probabilmente c’è la loro vita.

Capita di immedesimarmi in quelle vite. Mi immagino come ci si può sentire in quella situazione così “border line”. Sempre a cavallo tra vita e disperazione. Senza speranze, sogni o aspettative. Mi chiedo come si possa andare avanti, svegliarsi tutte le mattine, sporchi, magari a digiuno e non sapere nemmeno dove andrai tutto il giorno. Doversi riparare sempre fuori un ambiente chiuso, dalla pioggia e dal gelo.

E mi chiedo anche come reagirei io. Sarei arrabbiato con il mondo, con l’indifferenza anche di un Davide Bagnoli qualsiasi che in tutta la sua vita non ha mai fatto la carità. A sua discolpa possiamo dire che l’ha sempre fatto con gentilezza (quindi ha sempre guardato in faccia dicendo “no…mi dispiace”) ma rimane che si è sempre rifiutato.

Magari sbagliando. Pensando “i soldi che gli do possono essere usati per bisogni non primari”. Tante persone che conosco hanno provato a proporre al posto dei soldi del pane, ma hanno ricevuto solo insulti.

Non so cosa sia giusto e cosa sbagliato. Ogni storia ha lati di luce e altri in piena ombra. E allora come si fa?

L’unica cosa che mi viene in mente è che basterebbe rispettarsi a vicenda. E’ scontato lo so. Ma tutto sarebbe più facile.

 

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