I cazzoni incapaci

Quello che mi piace della musica dei Pearl Jam è la sofferenza e l’impegno che alberga in ogni tono, in ogni parola e nella voce di Eddie Vedder. Sa di cose buone. Di cose fatte bene. Può piacere e non piacere ma è oggettivo che tutta la loro produzione è caratterizzata da un livello altissimo.

Mi aggrappo a loro e alla mia vita privata per portare avanti la mia esistenza su questo pianeta con ottimismo. Mi aggrappo a mia moglie che è sempre accanto a sopportare il mio pessimo carattere. Mi aggrappo a Boris che pensa, con lei, a tirarmi su nei momenti no. A darmi quella scossa di misto amore/adrenalina che serve a ri-attivare le funzioni primarie di un corpo martoriato dall’attesa della svolta. 

Il tutto perchè io VOGLIO essere un buon marito, un ottimo compagno di vita e, in futuro, un padre meraviglioso. So che è difficilissimo anche con le migliori premesse ma io VOGLIO che sia così. E in questo caso “…l’erba voglio è cresciuta nel giardino di Davide..”

Sento, in un turbine di talk, notiziari, voci e letture che la società italiana sta andando inevitabilmente verso la distruzione totale.

Non credo in Renzi perché non è di sinistra, non credo in Cuperlo e Civati perché non hanno carisma e in Pittella perché non so nemmeno chi sia.

Non credo in Berlusconi e in tutta quella banda bassotti che sta dietro di lui. In tutta quella fetta di società che, insomma, galleggia sulla crisi. Vive di rendite, diritti acquisiti e ricchezza creata senza capire cosa significa solidarietà e morale.

Mi ritrovo a non credere quasi più nemmeno nel Movimento 5 Stelle. Non amo chi non si mette in discussione anche quando la missione è sacrosanta e portata avanti con serietà. La capacità politica va dimostrata nel corpo a corpo, nella discussione, con la dialettica e l’umiltà della spiegazione “for dummies”.

Mi ritrovo tutti i giorni a lottare con la società divisa in questi settori. Non è una frase fatta. C’è un imbarbarimento generale dei modi di fare, dei rapporti umani e del rispetto verso gli altri che è davvero preoccupante.

Stiamo davvero tutti male e questo senso di malessere generale è figlio di anni di menefreghismo. Che nessuno si azzardi a tirarsi indietro. Le responsabilità sono di tutti quanti. 

Commercianti, clienti, lavoratori, sindacati, politici, amministratori, insegnanti e semplicemente italiani.

Ha ragione Aldo Busi chiedendosi se “..è più violento un direttore di una società pubblica che guadagna una mega-pensione oppure un ragazzo che sfoga la sua rabbia in strada durante una manifestazione?..”

Per anni abbiamo vissuto il nostro Stato con la legge del compromesso, della scorciatoia e della furbizia. Le cinture di sicurezza disegnate sulla maglia per non allacciarle in macchina, lo scontrino non battuto per non pagare le tasse e la cacca del cane non raccolta in mezzo la strada fanno parte della nostra cultura.

La cosa impressionante é che ci definiamo creativi ma la realtà é che siamo dei totali cazzoni incapaci di dare anche solo un briciolo di senso di autorevolezza e di sicurezza.

Siamo il paese nel quale chi fa la modella o il calciatore è valutato di più di una persona che studia una vita o ha un talento particolare ma non ha risorse. E io non lo accetterò mai. 

Mai.

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