La finestra

una-finestra-sul-mare

Gli strani casi della vita mi portarono negli anni che furono in Liguria, a passare l’estate a casa dei genitori della ragazza che frequentavo all’epoca. Categorizzo quel periodo sotto la dicitura “succube”. Mi facevo plasmare per provare anche solo un briciolo di quel sentimento di cui sentivo continuamente parlare ma a cui non ero stato ancora ammesso. L’iniziazione a 19 anni, quando tutti i tuoi amici l’hanno avuta a 13-14, è abbastanza liberatoria. Ha anche un “nonsochè” di vergognoso. Ma, guardando il bicchiere mezzo pieno, ci sono alcuni che non l’hanno mai avuta. Quindi…va bene!

In quei giorni stanchi, non era raro passare il pomeriggio dai padroni di casa, amici dei miei coinquilini temporanei. Erano proprietari di un appartamento in una palazzina vecchia a diroccata in centro al paesello.
Un insediamento che nel passato era stato di pescatori. Ancora si percepisce questa storia. Ancora si sentono per i vicoli, se si tende bene l’orecchio, storie di cetacei mitologici e odore di mare.

Ricordo che quel giorno, dopo la mattina passata al mare, fummo invitati a pranzo.  La coppia che ci accolse l’avevo intravista da lontano un paio di volte mentre salutava i miei compagni di vacanza. Erano tuttavia molto diversi da come li avevo interpretati dalla distanza. Lei bassettina “tracagnotta” sulla sessantina, mani piccole e forti da massaia di una volta. Le guance lisce lisce  e paffute si aprirono in un sorriso cordiale quando ci presentarono. Lui aveva molto del capitano di fregata, alto, baffetti ben curati e la folta capigliatura una volta corvina che notavo nelle numerose foto della coppia sparse per l’ingresso, aveva lasciato il passo a una chioma di un argento lucidissimo.

Mi accolsero come si accoglie uno straniero benvenuto. Rispettosi, diffidenti e  un po’ imbarazzati. Come se si vergognassero di introdurre una persona legata a loro da un filo così sottile, dentro la loro casa. Io, d’altro canto, riservato e timido come sono, mi sedetti in soggiorno guardandomi intorno e fingendo profondo interesse per il discorso intavolato riguardante la figlia del fornaio in piazza.

Dopo un paio di minuti di convenevoli, in tavola apparvero i piatti che, tra complimenti e ammiccamenti complici vennero inglobati dai commensali (compreso il sottoscritto) con la soddisfazione che solo in vacanza puoi avere. Con la tranquillità, con il tempo di gustarti i minuti che, con precisione ansiogena, si staccano e volano via. Mi trovai dopo circa un’oretta, seduto in poltrona con un bicchiere di un liquore dal contenuto segreto di Lei, con Lui che fiabeggiava avventure all’Inps per degli arretrati mai avuti indietro.

In quel preciso istante il movimento ondulatorio delle tende nel venticello del primo pomeriggio catturò la mia attenzione. Una finestra incorniciata da tendine graziose e fatte inequivocabilmente a mano (come confermato da Lei) era li e nascondeva la vista con vari vasi e terrine di colori vivaci.

Lui si accorse del mio interesse e mi invitò a guardare da quella finestra mentre tutti gli altri andavano a visitare l’appartamento.  Così mi alzai. Il percorso era reso complicato da vari suppellettili in bilico e un pianoforte occupato da testi impolverati ma, dopo qualche secondo presi coraggio e arrivai fino al davanzale.

Senza fiato venni catturato da ciò che avevo davanti. Un sogno realizzato. Un sogno da bambino che immagina la sua casa quando sarà uomo e la desidera con tutto se stesso non sapendo che poi, in età più avanzata, le cose non si possono avere solo desiderandole intensamente.

Il mare si stagliava in primo piano, barche navigavano placide, palme, gabbiani e odori di piante e fiori. Odore di sole e moka che, nel frattempo aveva fatto il suo ingresso con corredo di pattine multicolor e vassoietto marchiato Coca Cola. Un idillio. Ancora oggi, a distanza di almeno 10 anni, quella sensazione di pace e benessere viene a catturarmi e mi porta lontano. Dove vorrei essere con le persone importanti, senza dovermi mai preoccupare di nulla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...