Fenomenologia ignorante dell’amore

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Mi sono reso di aver fatto un ragionamento sensato (ovviamente criticabile) e lo vorrei fissare su carta. Riguarda una discussione che ho sentito in metropolitano qualche giorno fa. 

1′ ragazza: “Sai alla fine io e Gimbo non ci vediamo più..non so..io vorrei tanto che lui fosse un po’ diverso..quest’estate avevamo organizzato la vacanza a Ibiza con tutta la compa ma è finita prima..a me sarebbe piaciuto andarci..”

2’ragazza: “..edd’altra parte cosa vuoi farci? se lui è stronzo che è andato con la barista del baretto di via Cunegonda..”

1′ ragazza: “man’fatti..alla fine io volevo andare a Ibiza per poi lasciarlo..mica per altro..mi ero rotta le palle del suo modo ansiogeno di vivere la vita..mi stava troppo addosso..io a Ibiza voglio divertirmi con i miei amici..e poi viene anche Alan…”

Premessa: se state pensando dove si trova Via Cunegonda vi do già io la risposta. L’ho inventata io per rispetto della privacy.

2′ Premessa: è fondamentale tenere conto che queste parole sono uscite dalla bocca di due donne di circa 35 anni.

Da quando ho iniziato a sentire un certo interesse verso l’altro sesso, per motivi puramente di opportunità, ho passato più tempo ad analizzarlo che a praticarlo. Quindi, mentre gli altri erano indaffarati tra lingua, mani e fantasia, io mi fermavo ad osservare e cercare di comprendere nella mia testa qual’era il motivo per il quale io non ero mai attraente per gli altri.

Un’idea me la sono fatta qualche tempo fa: ero semplicemente un ragazzino nella media. L’unica particolarità che avevo era l’altezza (che all’epoca non era nemmeno particolarmente apprezzata per la famosa “legge della L” che relegava gli alti nella categoria dei semi-eunuchi). Quindi alla fine emergevano sempre quelli senza nessuna dote fisica ma che magari si sapevano “vendere” meglio. A quell’età è più importante la forza della sostanza…in molti casi questa preferenza va avanti anche in altri ambiti..ma è un altro discorso.

Tornando alla metro, la mia riflessione si basa sulla discussione demenziale che abbiamo, nostro malgrado, dovuto sorbirci io e il mio fido Boris.

Sembrava di avere accanto ragazzine di 20 anni intente a organizzare la vacanza esotica con la compagnia sconfinata e chiassosa che ognuno di noi (o quasi) ha avuto a quella età.
Eppure erano molto più avanti con l’età..di una quindicina d’anni. Più avanti rispetto a quell’età in cui il cervello si muove per istinti e non per ragionamenti. In cui la mia generazione ha vissuto tra le Air Max, i primi modelli di Reebok Pump, il Game Boy rigorosamente in bianco e nero e i poster di Mj attaccate alla parete.

Una generazione che, nella sostanza, era e sarà sempre identica alle altre con gli stessi bisogni e le stesse incertezze. Magari con diverse impronte che vengono influenzate dal periodo storico o dalle mode, ma nella sostanza mio padre a 14 anni aveva gli stessi bisogni fisici che avevo io alla stessa età. E quindi c’era la stessa emozione che tagliava le gambe quando dovevi vederti con la ragazzina che ti piaceva e che palesemente non ti calcolava nemmeno di striscio. Emozione influenzata anche dai film che ti fanno sempre credere che tu, sfigatello appena entrato nella pubertà, puoi avere qualche opportunità con la sorca di turno che improvvisamente si rende conto di quanto brufoli e lenti spesse 4 cm rendano l’uomo più virile e interessante.
Diverso è il discorso da fare sulla forma che apparentemente stravolge le generazioni a confronto. Mio padre andava a giocare con i tollini nei giardinetti di Via Benedetto Marcello a Milano. Tralasciando il fatto che se a 14 anni fossi andato nella stessa zona, probabilmente mi sarei preso una coltellata a settimana visto il degrado che affligge quella zona da 30 anni, io sono cresciuto con l’avvento del computer alle porte. Si respirava già aria di rivoluzione culturale ma non era ancora successo lo stravolgimento dell’11 settembre o della guerra in Afganistan. 

Su tutto questo mi scervello da tempo per capire che uno dei motivi per i quali i matrimoni non durano e siamo invasi dall’orda di questi “eternamente giovani” a 60 anni che non sanno nemmeno cosa vuol dire pudore, è che abbiamo forzato  i tempi della forma non tenendo più conto della sostanza.

Fino a qualche anno fa l’evoluzione naturale dell’uomo (in quanto essere umano) era basata sul raggiungimento, in un arco temporale di 25 anni circa, della maturità. Una persona matura dunque sapeva prendersi sulle spalle determinate responsabilità e ragionare in maniera un po’ meno istintiva e più razionale. Tuttavia sempre più gente, con il tempo e con l’influenza di nuove tecnologie e nuove mode (penso agli smartphone, ai social network o all’avvento prepotente di tutti i mega-centri di fitness a poco prezzo che, invadendo le nostre città, hanno sottolineato il ruolo fondamentale del corpo e dell’immagine) si è convinta che le responsabilità possono essere prese anche con un po’ leggerezza. Da qui il passo è breve. Qual’è uno dei periodi che viene ricordato dalla maggior parte degli esseri umani come bello e spensierato? L’adolescenza. I baci rubati, il brivido e la sensazione di onnipotenza che ti da avere tra le braccia la ragazza che hai sognato nelle notti che precedevano il vostro incontro.

Insomma. Quel richiamo alle sensazioni che coinvolgono più le budella del cervello è fortissimo e se la nostalgia, la società, l’impronta famigliare e il carattere non portano ad essere più che maturi si rischia di prendere la decisione di sposarsi per un moto di emulazione non capendo davvero cosa significa.

Si perchè è assolutamente vero che il matrimonio è la tomba dell’amore…inteso come lo si intende da adolescente. Quindi vado di “fiore in fiore”. Inseguo l’emozione forte che riguarda più l’animale che l’essere umano. Con il matrimonio tu attesti la tua disponibilità a vivere la tua vita accanto a una persona e a provare un amore diverso. Completo, maturo e che non riguarda solo l’emozione animalesca e viscerale ma anche e sopratutto quella mentale e spirituale. Quindi ti rendi conto di provare piacere vivendo con tua moglie l’acquisto di un vestito per lei oppure qualcosa per la casa. Nel vedere crescere i tuoi figli. Ecco. Si può affermare che al contrario di quello adolescenziale, l’amore maturo è altruista. Semplicemente vivi per vedere tua moglie/tuo marito, felice.

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