Davanti a me il futuro

Visto il ritmo dei miei scritti di questi ultimi anni, questo potrebbe essere l’ultimo post da edicolante.

Nella mia piccola scatoletta risuona una marcetta sgangherata di Nick Drake e il solito andirivieni di persone mi passa sotto il naso. Sono stranamente inquieto..emozionato. Sarà che è sbucato il sole dopo 3 gg di griugiume autunnale tipico da “periodo del mio compleanno”. O sarà che non vedo l’ora di finire anche questa giornata per passare da modalità “lavoro” a “famiglia”. Si perchè non vedo l’ora di tornare a casa da mia moglie e dal mio piccolo Bobi.

Non so. Sarà anche che entro 2 mesi e mezzo la mia vita cambierà radicalmente e non ho idea di quello che farò. L’unica sicurezza è che non sarò più proprietario di nulla. La mia piccola casetta da cui ho scritto per tutti questi anni (da gennaio 2006) verrà smantellata nel momento in cui io ne uscirò.

Sul lavoro non ci metto romanticismo ma non nascondo che il giorno che passerò per questa dannata piazzetta e la vedrò vuota, senza il mio prefabbricato multicolore avrò un leggero brivido dentro. Ho dedicato a questa attività tutta la mia fine dell’adolescenza. Mentre gli altri passavano sbronzi tenendo al guinzaglio come trofei la ragazza di quella sera, barcollante e disponibile, io piegavo giornali.

Questa professione di cambia dentro, in profondità. Ti fa sperimentare gli abissi delle persone. Ti fa sentire fino nel profondo il puzzo acre di un’umanità che ti circonda e non ti lascia scampo. Mi sono abbeverato di tutto questo. Ho sognato davanti a questa finestra, ho sognato fuori e ho sognato dentro. Ho pianto e ho riso. Mi ci sono innamorato e mi ci sono sposato dentro. Mi sono fatto male rischiando quasi di rimanerci poco tempo fa e ho coronato il sogno di avere una famiglia che abbia come pietre angolari me e Giulia.

Questo lavoro mi ha fatto perdere persone alle quali tenevo. Si perchè questo lavoro mette alla prova la pazienza tua e quella degli altri. La smania di possedere il controllo, di poter manipolare la mia vita è stata sempre controllata dalla pedana nera consumata dalle mie scarpe.

Non so quello che farò. Faccio questo passo importante con la mia famiglia per puro istinto di sopravvivenza. Al diavolo tutto. Questo rimarrà sempre il mio posto speciale dal quale osservare il mondo..non cambierà..

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