Italy

Guardo. Osservo. Mi interesso e cerco di trovare il bandolo di questa orrenda matassa che è diventato il pensiero del popolo italiano.

Mi chiedo se si può riuscire a farne un’analisi spassionata tenendo in considerazione tutti gli aspetti e le sfaccettature. E’ un blob magmatico senza forma, ne odore ne colore. Un qualcosa di incomprensibile.

Il primo aspetto che reputo fondamentale è la totale assenza di senso di appartenenza alla “bandiera”. Un menefreghismo totale che non riesco a comprendere. “Morte tua, vita mia” è il detto che quotidianamente attraversa le menti ormai inutilizzate (parzialmente o totalmente si può sapere solo valutando caso per caso) di tutti i cittadini del nostro Stato.

Uno Stato che non vive più nella condivisione (non so sinceramente se l’ha mai vissuta). Che non capisce il fondamento di ogni società civile: la tolleranza, la coerenza, il rispetto e l’onestà.

Lavoro nel centro di Milano in una zona relativamente piccola e graziosa. Gli abitanti si conoscono tutti e i commercianti sanno vita morte e miracoli di tutti a dispetto della nomea della Milano da bere, quella che non si ferma mai. Quella dei calciatori sfreccianti su gialle Ferrari in compagnia di giovani pulzelle che, una volta scese, si presentano come “la fidanzata di… ” e non con nome e cognome.
In questo quadretto ameno posso sguazzare nella mia missione di osservatore. Noto vizi e virtù di un popolo pieno di contraddizioni e vizi maleodoranti , che sa da un momento all’altro fare gesti di una genialità inaspettata.

In queste pagine d’ora in poi cercherò di spiegare un po’ di questo micro mondo. Magari poi, elevandolo all’ennesima potenza, potrò capirci qualcosa in più dentro questo gran casino chiamato Italia..